Gioco
La polizia municipale dona una televisione per i pazienti ricoverati a Malattie infettive
É stato installato nella sala ristoro. La comandante Annalisa Maritan: «A medici, infermieri e a tutto il personale il nostro grazie per quanto fatto»
il racconto
«A medici, infermieri e personale ospedaliero per l’impegno profuso nell’emergenza Covid-19, con professionalità e umanità, fino all’estremo sacrificio della vita, va il nostro infinito ringraziamento». Accompagnato da queste parole, incise su una targa per non dimenticare questo bellissimo gesto, la comandante della polizia municipale Annalisa Maritan ha donato al reparto di malattie infettive un televisore installato nella sala ristoro al secondo piano del nono padiglione del nostro centro sanitario.
«L’idea è nata dagli agenti che erano impiegati durante il lockdown per far rispettare il decreto ministeriale, dalla volontà di esprimere vicinanza alle persone dell’ospedale impegnate a curare le persone», spiega Bruno Gaziano, vicepresidente dell’Associazione lavoratori polizia municipale, sottolineando che «tutto il corpo ha contribuito a questa donazione».
L’iniziativa, riassume la comandante, vuole anche ricordare ai cittadini che le donne e gli uomini della polizia municipale «non sono solo “quelli che fanno le multe” ». A ricevere il dono il direttore dell’unità operativa e responsabile dell’area malattie infettive ed ematologia del dipartimento oncologico, l’infettivologo livornese Spartaco Sani. Ricordando le altre donazioni dell’associazione al reparto, come i tablet regalati durante la fase più acuta della quarantena, per il primario è anche l’occasione di fare il punto su questa «recrudescenza registrata nei mesi di agosto e settembre, caratterizzata da un numero di ricoverati per Covid-19 abbastanza ridotto, sebbene in presenza di casi con problemi seri», ha sottolineato.
Sani esprime dunque una raccomandazione: «A marzo avevamo visto la punta dell’iceberg, mentre oggi siamo in grado di monitorare quasi tutto il “sommerso” che prima non si vedeva. Restano valide tutte le precauzioni da adottare anche fuori dall’ospedale come l’uso della mascherina, il distanziamento sociale, il lavaggio frequente e la sanificazione delle mani». E, alla vigilia della stagione autunnale, aggiunge un ammonimento: «I sintomi dell’influenza e del coronavirus sono indistinguibili, il che può generare stress nelle persone che li manifestano. Rinnovo quindi l’appello alla coscienza di ognuno per fare il vaccino antinfluenzale, e mi auguro che il numero dei vaccini disponibili sia adeguato per le esigenze».
Sull’onda del caso di positività alla scuola Iti Galilei, che ha comportato l’isolamento per 200 persone, il primario dell’ospedale di viale Vittorio Alfieri aggiunge: «Le quarantene sono indispensabili, si fa così. Ci sono i protocolli da seguire e per contenere la malattia l’isolamento è chiaramente indispensabile». E sull’arrivo del vaccino sentenzia: «È la speranza di tutti, ma in questo momento chi afferma di averlo millanta. Spero che arrivi presto, che funzioni e che sia a disposizione di tutti. Nel frattempo il lavoro sul territorio rimane fondamentale».
Lavoro che il dottor Spartaco Sani riassume così: «L’aumento del numero di tamponi porta a identificare nuovi positivi, il che va bene. È la dimostrazione della nostra capacità di contenere il virus». —
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