Toscana
«Un colpo al cuore incredibile, e un serio danno all’ambiente»
Molti i curiosi che ieri mattina si sono recati sul lungomare per osservare i danni causati dalla mareggiata tra foto e sguardi tristi
LIVORNO
Qualcuno arriva addirittura da fuori della provincia. Cellulare tra le mani, la bocca aperta dallo stupore e il dito che clicca per scattare foto drammaticamente storiche. Sono tante le persone che, ieri mattina, hanno deciso di fare due passi sul lungomare.
Un modo per riscoprire il calore del sole dopo i giorni di maltempo, ma anche l’occasione per vedere da vicino i danni della tremenda mareggiata. «È un dispiacere immenso. Brutto vedere i Pancaldi così, è un simbolo della nostra città». Roberto Nacheman ha il k-way del Livorno calcio e sta facendo un po’ di attività fisica sul lungomare. Non stacca gli occhi dai Pancaldi. A poca distanza c’è Claudio Testoni, insieme alla moglie. Fissano le cabine distrutte.
«Da una parte – dicono – c’è la tristezza nel vedere uno stabilimento balneare ridotto così. Soprattutto uno che ha una tradizione e una storia, come i Pancaldi. Dall’altra ci stavamo giusto dicendo che siamo preoccupati per l’aspetto ambientale di questo evento. Tutti quei detriti finiti in mare. Pezzi di legno, di plastica, altri materiali. C’è un rischio ambientale notevole - dice la coppia - e non deve essere sottovalutato».
Stesso pensiero per Roberta Burrini, che passeggia col suo cane. «Di sicuro i Pancaldi sapranno come rialzarsi da questo brutto evento. Vedo che il personale dello stabilimento è già al lavoro per riparare ai danni. Sono molto dispiaciuta per loro, ma sono ancora più dispiaciuta per tutta la roba che è finita in mare. Questo aspetto, più di ogni altro, mi rende triste. In mare, in generale, ci sono già tantissimi rifiuti. Eventi come quello di ieri (venerdì per chi legge, ndr) non fanno altro che peggiorare la situazione».
Parla di prevenzione Marino Lenzi. «È una bruttissima storia, i Pancaldi distrutti sono un’amarezza per tutta Livorno, c’è poco da dire. Però forse si potevano prevenire i danni. Si sapeva che ci sarebbe stata una mareggiata, magari qualche accortezza in più sarebbe stata utile da parte di chi lavora all’interno dello stabilimento».
Prevenire. È il concetto che rimbalza nella testa anche di Mario Vannucci. «Credo che sarebbe importante che venisse adottato un sistema di protezione come fatto in alcune località del mar Adriatico, con delle scogliere finte che proteggono gli stabilimenti dal mare in burrasca». Marisa Penza e Massimiliano Distaso arrivano da Prato.
Dicono che avevano già in programma di passare una giornata a Livorno, ma che il fascino del “post-mareggiata” li ha stregati. «Sono rimasta veramente sorpresa dalla scena che ci si è spalancata davanti una volta scesi dalla macchina. I Bagni Pancaldi hanno subito veramente un brutto colpo. Avevo letto che c’erano stati dei danni, ma non pensavo che fossero così importanti».
Massimiliano Distaso è quasi senza parole. «Impressionante, non mi viene altro da dire», commenta passandosi una mano tra i capelli.
E poi c’è Guido Iacopini. Solo. In disparte. Osserva i bagnini dei Pancaldi che raccolgono quel che resta delle cabine in legno devastate dalle onde. «Sono cliente dei Pancaldi da quarant’anni, quest’anno non ho rinnovato l’abbonamento a causa del Covid. Vedere tutto questo fa molto male. Spero che la situazione torni presto alla normalità». —
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