Il Tirreno

Livorno

Enriques, per ora dalla Provincia solo rinvii Care istituzioni, aiutateci ad avere le aule

I docenti del Liceo Enriques
Enriques, per ora dalla Provincia solo rinvii Care istituzioni, aiutateci ad avere le aule

La protesta di 71 prof del liceo di via della Bassata dopo lo slittamento della consegna della succursale 

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la lettera

Ecco la lettera inviata da 71 docenti del liceo Enriques al prefetto, al sindaco, all'assessore regionale all'istruzione, al dirigente dell'Usp, al direttore generale dell'Usr e alla presidente della Provincia di Livorno

I docenti del Liceo Enriques di Livorno lanciano un allarme sulla situazione in cui la comunità scolastica del nostro istituto si trova ad affrontare l'anno più difficile della storia della scuola italiana. Grazie all'impegno del corpo docente e del personale Ata, il nostro liceo è da diversi anni in espansione. A fronte di un rapido e consistente aumento del numero degli iscritti, però, per due anni si è venuta a determinare una situazione di incertezza e di parziale impasse, sbloccata solo nei primi mesi del 2020, quando la Provinciale ha finalmente deciso di assegnare al liceo Enriques, come succursale, un edificio in via Goldoni in grado di ospitare, a regime, fino a 23 classi.

In vista dell'anno scolastico 2020-21, la Provincia ha avviato in tale edificio importanti lavori di manutenzione straordinaria. Questo quadro rassicurante si è improvvisamente incrinato la scorsa estate a causa del notevole ritardo (due mesi, si afferma nel profilo facebook dell’ente), con cui la ditta appaltatrice, per motivi legati, sembra, al lockdown, ha portato avanti i lavori nell'edificio di via Goldoni. La notizia di questo ritardo, e quindi di un probabile slittamento nella consegna della succursale, ha messo subito in allarme la comunità scolastica dell’istituto, che dai primi di luglio si è attivata per sollecitare la Provincia a varare un piano B: una soluzione transitoria (aule in affitto o altro) per ospitare, in attesa della fine dei lavori, le 18 classi destinate a via Goldoni, come accaduto in situazioni analoghe in anni precedenti.

Una istanza non solo del tutto legittima ma anche urgente in considerazione di una emergenza epidemiologica che impone, oltre che rigorose misure di distanziamento degli alunni, anche il decongestionamento degli edifici scolastici. Nei tre mesi appena trascorsi, purtroppo, la Provincia non ha dato seguito a questa richiesta, elusa con risposte contraddittorie: da un lato gli amministratori provinciali hanno avvertito la dirigente scolastica della possibilità di ritardi, tanto che l'istituto si è dotato di un orario provvisorio di emergenza, su due turni, che consentisse nelle prime due settimane di scuola di ospitare nella sede principale di via della Bassata anche le 18 classi destinate a via Goldoni; dall'altro l’amministrazione ha dichiarato più volte che non avrebbe varato un piano B perché si era impegnata a consegnare l'edificio di via Goldoni all'Enriques entro l'inizio delle lezioni o al massimo prima dello scadere dell'orario provvisorio su 2 turni previsto per il 28 settembre.

Com’era prevedibile, l'edificio di via Goldoni non è stato consegnato all'Enriques in tempo utile, anzi il 15 settembre sul Tirreno la presidente della Provincia Marida Bessi diceva che non sarebbe stato rispettato neanche il termine del 28 settembre, data di scadenza dell'orario provvisorio. Dall'intervista emerge un nuovo termine di consegna (15 ottobre) ma con molte incertezze, anche per l'imprevisto avvio di ulteriori lavori di manutenzione: «Spero che riusciremo a chiudere il cantiere anche prima del 15 ottobre - ha detto Bessi - ma una data non siamo in grado di darla».

A questo punto si prospetta una situazione difficilissima: in piena crisi da Covid-19, le 18 classi destinate alla succursale di via Goldoni (divenute 22 in seguito ad alcuni sdoppiamenti anticovid) si trovano concentrate insieme a tutte le altre in via della Bassata per un periodo che, stando a quanto dichiarato dalla presidente Bessi, dovrebbe essere al massimo di un mese, ma che verosimilmente, tenuto conto dei due mesi di ritardo nei lavori precedenti e dell'avvio di nuovi interventi edilizi, potrebbe essere molto più lungo. In questi giorni il Collegio dei docenti e il Consiglio d'Istituto dell'Enriques sono stati sollecitati a cercare soluzioni che permettano di concentrare ancora più a lungo del previsto gli studenti dell'Enriques in via della Bassata, e sono state anche avanzate alcune ipotesi di riorganizzazione. Respinte, perché comporterebbero disagi per gli studenti e per le loro famiglie oltre che, a giudizio del Collegio dei docenti, un netto peggioramento della qualità dell’offerta formativa.

Non si vede la ragione per cui l'istituzione scolastica debba assumere decisioni che avrebbero ricadute molto negative sugli alunni per far fronte non all’emergenza epidemiologica ma alle inadempienze di un organo dello Stato, la Provincia, che ha il dovere di contribuire alla tutela del diritto allo studio e - in queste circostanze - anche del diritto alla salute, garantendo agli istituti scolastici spazi adeguati.

Per tutti questi motivi, ci rivolgiamo a tutte le istituzioni pubbliche che concorrono alla tutela del diritto alla salute e del diritto allo studio dei cittadini della Provincia di Livorno per chiedere loro di intervenire, ciascuna nei limiti delle proprie competenze, presso l'Amministrazione provinciale, offrendo a questo ente la propria cooperazione in vista di una soluzione efficace e rispettosa dei diritti costituzionali degli studenti. A nostro avviso, non può essere altro che l'assegnazione in tempi brevi di spazi provvisori (in affitto o altro) in cui le classi dell’Enriques destinate all'edificio di via Goldoni possano svolgere regolarmente e in sicurezza la loro attività didattica fino al termine dei lavori nella succursale. —



seguono 71 firme



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di Redazione web