L’ALLERTA E IL MONITO DA NON IGNORARE
L’allerta meteo sembrava superata indenne: in mattinata il bilancio del maltempo segnava pochi alberi abbattuti dal vento. Poi la virata improvvisa e il peggioramento netto e progressivo: la paura per le raffiche rabbiose di libeccio che hanno sfiorato i cento chilometri orari, il lungomare di Livorno chiuso alle auto, i Pancaldi immersi nell’acqua alta, le cabine distrutte. Ma l’epilogo più grave si è avuto in serata a Rosignano Solvay: una tromba d’aria al Lillatro ha scoperchiato alcune palazzine, il terrore è corso al 2017, quando un’altra tromba d’aria aveva squarciato i tetti di due palazzoni. Case inagibili e oltre 30 alberi abbattuti, feriti e sfollati nel bilancio del settembre nero di tre anni fa, lo stesso della terribile alluvione di Livorno.
Ieri sera è crollata la tensostruttura dei Canottieri, bagno simbolo di Rosignano, e si è abbattuta su due giocatori di tennis. Altri due feriti lievi. Tante persone sotto choc, il Comune ha aperto una palestra per accogliere gli sfollati... Anche se chi ha dovuto lasciare casa ha preferito farsi ospitare dai parenti. Negli occhi della gente si legge la paura e la rabbia. Unica consolazione, che non ci siano vittime. Poi la stima dei danni. E la domanda che si ripete ogni volta: perché? Prevedere è difficile. Il danno stavolta ha superato la gravità dell’allerta. Un monito da non sottovalutare mai.
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