Gioco
Cambiare volto al Lem Salvetti si affida a Tramonti che lascia l’incarico nel Pd
La fondazione comunale negli anni ha perso peso ed obiettivo Un braccio operativo nel turismo? Ma prima va rifatto lo statuto
LE NOMINE
Il Lem, così com’è oggi, è un contenitore semivuoto. La stessa mission - “sviluppo e promozione della città di Livorno e complessivamente di tutta la Regione Toscana nell’ambito del bacino mediterraneo ampiamente inteso” – significa, ai giorni nostri, tutto e niente se non si traduce in qualcosa di concreto. Del resto la Livorno Euromediterranea era nata nel 1997 come istituzione e doveva essere – si disse allora – “un ponte fra Livorno e l’Europa”. L’idea ricevette anche l’incoraggiamento del presidente della Repubblica Ciampi. Ma i risultati sono stati deludenti. Perché il famoso “ ponte” è nato con un problema abbastanza comune: pochi quattrini per ambizioni mega. Nel giugno 2001, infatti, il Lem diventa fondazione. Gli obiettivi restano nobili ma i risultati scarsi. I numeri più recenti, del resto, parlano chiaro: il Comune di Livorno vi partecipa per il 77% (poco più di 349mila euro il valore). Negli ultimi 2 anni il Lem ha avuto un peso sul bilancio comunale di 51.646 euro. Nel 2019 le perdite sono state di 4.433 euro, l’anno prima un po’ di più, 31.180 euro.
Perché questa premessa? Perché è di questi giorni la notizia della nomina di Adriano Tramonti già vice segretario comunale del Pd a vice presidente della fondazione Lem. Una nomina fatta dal sindaco Salvetti che della fondazione è presidente e dche era già stata ventilata nel corso dell’ultima conferenza stampa del Pd locale per le valutazioni post elezioni regionali. E’ stato poi lo stesso Tramonti ad annunciare, via Facebook: «Il sindaco Luca Salvetti e l’assessore al turismo Rocco Garufo mi hanno chiesto di andare a svolgere un ruolo chiave nel gruppo che guida la fondazione Lem e ampliarne le sue funzioni attuali per creare uno strumento di promozione culturale e turistica della città».
«È una sfida interessante - continua - che coinvolgerà il pubblico ma avrà necessariamente bisogno dell’imprenditoria livornese per aumentarne le opportunità di crescita. In questo ultimo anno, abbiamo visto con i nostri occhi che investire sulla cultura porta turismo ed un valore aggiunto che noi livornesi stentavamo a credere che fosse possibile. Questa fondazione dovrà essere l’incubatore e promotore di questa nuova veste di Livorno».
Dunque, lo dice lo stesso Tramonti, la fondazione dovrà cambiare volto. E per cambiare volto dovrà assumere altri ruoli che non sono previsti nello statuto. Che andrà indubbiamente rifatto. La Livorno Euromediterranea dovrà trasformarsi - nelle intenzioni di questa giunta - in una sorta di braccio operativo per gestire e programmare attività culturali e turistica nella città. Come e con quali risorse è da vedersi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
