Gioco
In un anno a Livorno i 5 Stelle più che dimezzati, la Lega perde 8492 voti, Fdi fa +500% dal 2015
Il confronto con le Europee 2019 e le Regionali 2015 conferma la tenuta del Pd. I sovranisti della Meloni sono diventati il terzo partito cittadino
LIVORNO. La Lega ha perso 8492 voti in un anno a Livorno. Fratelli d’Italia ne ha guadagnati 3941. Anche il Partito Democratico ha perso votanti nell’ultimo anno: meno 5234. Ma la differenza più eclatante è quella del Movimento 5 Stelle: siamo di fronte ad un vero e proprio tonfo, meno 7038 “ics” sul simbolo giallo e bianco di Beppe Grillo oggi rappresentato soprattutto dalla capogruppo in consiglio comunale Stella Sorgente (che però non era candidata in Regione), il cui sostegno si è più che dimezzato.
Attenzione: il confronto in numeri assoluti tra le elezioni Europee del maggio 2019 (le più recenti e le più assimilabili) e le Regionali 2020, se da un lato fornisce elementi molto interessanti (ad esempio ben fotografando il tracollo grillino, il brusco passo indietro leghista e il balzo di Fdi), dall’altro può ingannare poiché nelle due competizioni elettorali cambia notevolmente il numero di votanti: 76.805 i livornesi che si sono recati alle urne domenica e lunedì per scegliere il nuovo presidente della Regione, e 85.772 quelli che invece votarono alle Europee, trascinati dalla concomitanza con le amministrative.
Dunque le percentuali possono inquadrare meglio la situazione e correggere in taluni casi la lettura. Ad esempio nel caso del Pd che è praticamente rimasto ai livelli di un anno fa (dal 35 al 36% dei votanti). Mentre la diversa direzione presa dai due principali attori del centrodestra è sotto gli occhi di tutti anche a livello di percentuali: la Lega passa dal 25,17% al 18,88%. Fratelli d’Italia invece schizza all’11,21%, che trasforma il partito della Meloni nel terzo raggruppamento politico anche a Livorno, cosa che ha del clamoroso nella città un tempo rossa per eccellenza, ancor di più se si considera che alle Regionali del 2015 i sovranisti partivano dal 2,3%, sesto partito cittadino, con pochi più voti di “Passione per la Toscana Lamioni presidente”.
Come accaduto a livello nazionale anche qui il partito della Meloni ha mangiato voti alla Lega e ciò è accaduto in maniera quasi algebrica: Vaccaro & company perdono il 6,3% dalle ultime Europee, Romiti e soci guadagnano il 7%. Sui motivi di questa trasfusione probabilmente c’è un mix di fattori nazionali (l’ascesa della Meloni) e locali (l’alta esposizione di Romiti iniziata un anno e mezzo fa con la sua candidatura a sindaco e il ritorno di Amadio col suo importante bacino di voti).
Nonostante questo nessun consigliere è scattato in città e in provincia per Fratelli d’Italia, mentre la Lega capitanata dal commissario Mancini ne ha preso uno, l’elbano Marco Landi. Una trasfusione, per motivi diversi e di altro tipo, c’è stata anche a sinistra: il voto disgiunto verso il candidato Giani è arrivato da Toscana a Sinistra, la cui lista, guidata da Marco Bruciati (1926 voti in città, meno di Lamberto Giannini che era capolista nel 2015 e ne prese 2544), ha preso oltre un punto percentuale in più rispetto al candidato governatore Tommaso Fattori, equivalente a quasi 400 voti. Ma lo stesso è successo con numeri minori dal Partito Comunista (Catello ha preso 40 voti in meno della sua lista, dove Lenny Bottai con 1330 preferenze a Livorno città ha fatto leggermente peggio di quando era con Fattori e ne prese 1464).
Poi c’è il caso del Movimento 5 Stelle: alle Regionali del 2015 (candidato governatore Giannarelli) prese 12.247 voti, il 22% degli elettori che si erano presentati alle urne. Quasi un livornese ogni 4. Era il momento d’oro dei grillini, con Nogarin eletto da appena un anno (partendo da un 19% del primo turno amministrativo del 2014). Il movimento ha tenuto a fatica fino all’anno scorso, col 16.4% di Stella Sorgente alle amministrative, preso anche alle Europee, equivalente a 13.706 voti. E furono 12.247 nel 2015 (con soli 60.281 votanti). Ma ora quei voti si sono più che dimezzati, diventando 6.668: un livornese su 10 ha votato 5 Stelle.
Dalle Regionali del 2015 si è dimezzata anche Toscana a Sinistra di Tommaso Fattori: da 6615 voti a 3.109. E tornando al centrodestra Forza Italia ha fatto una fine simile: 1481 voti, davvero il minimo sindacale per quello che fu il primo partito d’Italia e ora è al 2%. Fuori dai confini del comune capoluogo la situazione è per certi versi simile. La Lega però ha tenuto meglio che a Livorno: sia a Collesalvetti, che a Rosignano e Cecina è abbondantemente sopra il 20%. A Cecina addirittura al 26,7%, dunque più di un cecinese su quattro ha votato il partito di Salvini, che tuttavia - anche qui - ha lasciato sul terreno quasi un’8% (era al 34,53%), equivalente a quasi duemila voti (l’affluenza è stata inferiore rispetto alle Europee, 13.729 votanti quest’anno contro i 15.643 del 2019). Per il resto vale l’analisi fatta per Livorno, con Fratelli d’Italia che nel 2015 aveva 213 elettori e ora ne ha 1.718 (più 800%), mentre il M5s è sceso dai 1613 voti delle Regionali 2015 e dai 2083 voti delle Europee 2019 a sotto mille preferenze: 902.
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