Il Tirreno

Livorno

Il salto di Giani vola oltre Salvetti Ceccardi peggio di Romiti in 33 seggi

Mauro Zucchelli

La leader M5s non raggiunge il consenso di Sorgente un anno fa in neanche una sezione elettorale 

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Livorno

Solo in sette seggi su 172 Eugenio Giani, in lizza per il centrosinistra come candidato governatore alle elezione di domenica e lunedì scorsi, ha portato a casa meno voti di quel che aveva fatto sedici mesi fa Luca Salvetti con uno schieramento grossomodo analogo (ma non del tutto) per andare alla riconquista di Palazzo Civico. Non è una sorpresa: ci sono 7mila voti di differenza a vantaggio di Giani che ha un po’ irrobustito il fronte sul versante sinistro.

E' da segnalare che è circoscrivibile in uno spicchio di città nella zona nord quel pugno di sezioni elettorali in cui Salvetti aveva fatto meglio: due seggi di Shangai che votano alle Fermi (il n. 71 e il n. 72), altrettanti di zona Garibaldi che vanno alle urne alle Puccini (il n. 67 e il n. 68) e della fascia fra San Marco e Torretta che fanno riferimento alle scuole Micheli (il n. 32 e il n. 76), oltre a uno nel rione di Colline (il n. 100) i cui abitanti votano alle Collodi.

Susanna Ceccardi, front tunner leghistissima del centrodestra, invece se l’è cavata meglio di com’era andata a Andrea Romiti nella sfida per la poltrona di sindaco lo scorso anno. Ma mica tanto meglio: a Livorno 1.800 voti in più.

In 33 seggi (su 172), cioè quasi uno su cinque, Romiti aveva portato a casa un numero di schede maggiore: parliamo proprio di numero di elettori in carne e ossa. Relativamente alla mappa del consenso l'emorragia in uscita è evidente soprattutto in alcuni seggi in zona Cisternone (il n. 64), nel quartiere La Rosa (il n. 166) e a Shangai (il n. 70). Al contrario, l'espansione dell'europarlamentare cascinese è ben più marcata - rispetto al bacino di preferenze ottenute da Romiti - soprattutto in alcune sezioni elettorali di Coteto (la n. 96), Scopaia (la n. 159) e Salviano (la n. 149).

Al presente è inevitabile notare che la mappa dell’insediamento del centrodestra con targa labronica sembra tornato all’indietro nel tempo: poco meno di un voto su tre arriva dalle isole. Fra Elba e Capraia Ceccardi sorpassa Giani quasi ovunque (l’unica eccezione è Marciana). E lo fa con percentuali record grazie all’exploit di Landi: a Campo supera il 66%. Ma c’è un “ma”, anzi un doppio “ma”: in mezzo al flop c’è il fatto che a Cecina il centrodestra è in testa (col 45,4%) e a Castagneto idem.

In casa Cinque Stelle, va detto che il totale dei voti ottenuti da Irene Galletti non arriva alla metà di quelli presi da Stella Sorgente solo 16 mesi fa: e questo dà l’idea del problema dello smottamento del consenso, al di là di quel che dicono le percentuali (da più del 16% a meno del 10%). A raddoppiare l’entità del problema è il fatto che in nessuno dei seggi territoriali Galletti va neppure vicino al risultato di Sorgente. Il risultato è particolarmente pesante in otto seggi dove il M5s perde più di due terzi di quel che aveva raggranellato nel maggio 2019: Il n. 76 (Bastia), il n. 16 (Cavallotti), il n. 104 (Mameli), il n. 137 (Antignano), il n. 125 (stadio). E soprattutto quelli di tre zone residenziali: il n. 40 (Montebello), il n. 52 (Calzabigi) e il n. 139 (Banditella). —



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