Misericordia, 115 iscritti al corso per volontari: prime lezioni post Covid
I progetti della confraternita di via Verdi: incontri in chiesa e in una sala alla Porto 2000. Staderini: «Presenterò subito il restauro del cimitero»
LIVORNO. La chiesa di via Verdi non è bastata. Per far entrare tutti – e rispettare il distanziamento sociale imposto dall’emergenza coronavirus – la Misericordia ha dovuto guardare altrove, utilizzando una sala della Porto 2000, «che ringraziamo per la generosità», spiegano dalla confraternita. Ben 115 persone hanno partecipato al corso di primo soccorso che si sta tenendo in questi giorni in centro e al porto, il primo dopo l’emergenza coronavirus. Numeri record per la Misericordia di Livorno, visto che uno fa furono comunque tanti (una novantina) ma meno rispetto a oggi.
«I corsi, assolutamente gratuiti, sono il primo passo per entrare nel mondo del volontariato – racconta il commissario Gianluca Staderini – e gli uomini e le donne che li sostengono poi, spesso, rimangono con noi. Danno una mano alla città. L’impegno di tutti i nostri confratelli, durante l’emergenza Covid-19 ma non solo, è stato molto importante. Non finirò mai di ringraziarli, soprattutto per la fiducia che hanno nutrito nei miei confronti. Io sono fiorentino e da fiorentino dico che i livornesi sono fantastici. Ironici quanto buoni di cuore. Unici, qui mi sto trovando benissimo. Ormai dal mio insediamento sono passati due anni».
Nel prossimo consiglio fra l’altro il commissario illustrerà il piano per il restyling del cimitero della Misericordia. Un progetto che è attesa da tempo e che nei prossimi mesi si potrebbe concretizzare con l’avvio dei lavori. «Non posso anticipare niente perché devo illustrarlo alla confraternita – prosegue Staderini – ma posso assicurare che faremo un grande intervento che richiederà uno sforzo altrettanto importante. Saremmo anche partiti prima, a metà anno, ma purtroppo l’emergenza coronavirus è stato un ostacolo primario che ci ha rallentato non poco. Ma ora finalmente ci rimetteremo le mani…».
Per il resto proseguono come da programma gli impegni della Misericordia. Ogni giorno in sede si alternano fra le 50 e le 60 persone, non solo nei servizi del 118. «Quelli sono quelli più “rumorosi”, come piace chiamarli a me – conclude il commissario – perché le persone ci vedono passare con la sirena, notandoci subito. Ma non sono gli unici. Continuiamo la consegna dei pasti e dei farmaci a domicilio, rispettando le norme di sicurezza e durante la fase acuta della pandemia naturalmente abbiamo contribuito alla consegna delle mascherine nelle case dei livornesi. Abbiamo fatto un grande lavoro e ringrazio i nostri volontari che sono stati fantastici. La loro costanza e il loro coraggio devono essere premiati». —
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