Il Tirreno

Livorno

Marco Bruciati- Buongiorno Livorno 

Inutile un bando così ma piena stima a Gamba

Inutile un bando così ma piena stima a Gamba

«Meccanismo denigratorio nei confronti  di un bravissimo professionista: inaccettabile» 

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LIVORNO

Anche Marco Bruciati, capogruppo di Buongiorno Livorno interviene sulla questione Goldoni. «Le polemiche nate in seno alle nomine dei due nuovi direttori della Fondazione Goldoni sono purtroppo parte di un ragionamento viziato alla radice. Da ormai molti anni ripetiamo che, per la struttura stessa della Fondazione, la nomina è da considerarsi soprattutto di tipo politico e inevitabilmente attribuita in base a un rapporto fiduciario tra amministrazione e figure professionali scelte»

«Il tentativo, seppur legittimo e comprensibile da parte del partito di maggioranza, di spostare l’equilibrio della scelta su base tecnica, utilizzando un bando, si è rilevato un prevedibile boomerang di difficile gestione» spiega Bruciati. I bandi hanno criteri e punteggi ma ci sono dei ruoli la cui selezione non può solo limitarsi a curricula e valori matematici. «La direzione artistica e amministrativa di una realtà complessa come quella della Fondazione richiede, infatti, analisi di fattori come l’empatia, il radicamento sul territorio, la capacità di collegarsi alle tante realtà che operano nel settore fuori e dentro la città; fattori che difficilmente possono essere incasellati in una rigida e fredda griglia di assegnazione. In quanto nomina politica non è sbagliato che un partito di maggioranza in tal senso rivendichi degli indirizzi specifici e che critichi eventualmente una scelta - continua Bruciati - . Restano sbagliate le procedure che mal si conciliano con il tipo di nomina in oggetto. Resta forse superfluo e inutile l’utilizzo di un bando così come è stato concepito». C’è comunque un aspetto di questa polemica che indigna Bruciati: «È intollerabile il meccanismo denigratorio nei confronti delle persone coinvolte in questa vicenda. Seguendo le cronache degli ultimi giorni Emanuele Gamba sembra essere stato calato da chissà quale pianeta sconosciuto in funzione solo di alcuni rapporti di amicizia. Questo, per chi vive il settore culturale da tanti anni, è una posizione ingiusta e fuori dalla realtà che ci sentiamo di condannare senza mezzi termini.«A prescindere dalle scelte e dagli importanti profili professionali delle altre persone coinvolte nelle selezione - prosegue Bruciati - , nessuno può togliere a Emanuele le tante cose importanti fatte per il territorio negli ultimi trent’anni e il riconoscimento che tutta la comunità culturale livornese e italiana gli ha sempre tributato ».

«La Fondazione è un patrimonio pubblico che necessita di un dibattito serio e approfondito - conclude Bruciati - . Nel prossimo Consiglio Comunale presenteremo la nostra mozione per inserire nel CDA una rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici. Ecco, partiamo da queste basi. Discutiamo nel merito, con posizioni anche divergenti, ma la gogna mediatica e la macchina del fango, per favore, lasciamo ad altri». —

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