Il Tirreno

Livorno

Inchiesta avviatA alla fine dello scorso anno 

La Procura sta per chiudere un’indagine nei confronti di un ex vicequestore

Alessandro De Gregorio
La Procura sta per chiudere un’indagine nei confronti di un ex vicequestore

Delfino fino a giugno ha guidato il commissariato di Piombino: si ipotizza la truffa ai danni dello Stato per assenteismo

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La procura di Livorno sta conducendo accertamenti sull’ex dirigente del commissariato di Piombino, il vicequestore Walter Delfino, in pensione dal primo settembre scorso ed ex responsabile dell’Ufficio immigrazione e delle volanti della questura di Livorno. Da mesi i magistrati hanno aperto un fascicolo e sarebbero sul punto di chiudere l’indagine.



L’ipotesi di reato sarebbe la truffa ai danni dello Stato, articolo 640 del codice penale. Nello specifico Walter Delfino è accusato di assenteismo: stando agli accertamenti condotti dalla guardia di finanza, cioè, in più occasioni il funzionario non era al lavoro contrariamente a quanto risultava dai fogli di servizio. Un’accusa grave e difficile da dimostrare, considerando proprio le funzioni di chi dirige un commissariato. Funzioni che non si esauriscono con il coordinamento delle attività investigative, amministrative o con la gestione del personale, e che non richiedono una presenza fisica costante in ufficio, ma che possono sconfinare nelle pubbliche relazioni e nella conduzione dei rapporti con le altre autorità e con i cittadini in generale. Non possono però consistere in attività personali, private e di puro diletto. Delfino infatti è accusato di essersi segnato al lavoro anche nei giorni in cui invece era in giro sulla propria barca a vela. Di qui l’ipotesi di reato.



A quanto pare, l’indagine è cominciata a cavallo tra la fine dello scorso anno e l’inizio di questo. Con ogni probabilità, sulla base di una segnalazione partita dagli uffici di via Ferrer, cioè del commissariato di Piombino. In ogni caso la Procura ha incaricato le fiamme gialle di condurre gli accertamenti. I finanzieri durante un certo periodo avrebbero anche messo sotto controllo il telefono del funzionario di polizia. Nel corso di questi mesi sono stati sentiti a sommarie informazioni alcuni poliziotti piombinesi, colleghi di lavoro del vicequestore. Non risultano in ogni caso altri indagati, nessuno quindi avrebbe coperto la presunta attività illecita del dirigente.



Alla fine, le intercettazioni e le testimonianze sono state trasmesse alla Procura della Repubblica di Livorno. E dalla Procura è partita anche una richiesta, diretta al giudice delle indagini preliminari, di sequestro preventivo dei conti correnti dello stesso Delfino. Non sappiamo se sia stata ancora eseguita.

Delfino stesso non è stato ancora sentito dai magistrati. Magistrati che hanno tentato in ogni modo di non far trapelare la notizia, proprio per evitare strumentalizzazioni e le solite accuse di inchieste e articoli a orologeria. Delfino infatti, una volta in pensione, si è candidato al consiglio regionale nella lista del partito di Fratelli d’Italia, per la provincia di Livorno e si dovrà votare proprio questo fine settimana.



Sessant’anni, calabrese, laureato in giurisprudenza ed ex avvocato, Walter Delfino per una vita ha lavorato nel corpo della polizia di Stato. A Grosseto, la città dove da tempo risiede, ha guidato le volanti, la digos ed è stato anche capo di gabinetto; nei dieci anni trascorsi a Livorno, invece, ha diretto l’anticrimine, l’Ufficio immigrazione, l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico (fra i suoi compiti quindi nuovamente il coordinamento della Squadra volante, come in Maremma, a Grosseto) ed è stato poi il portavoce della questura di via Fiume.

E infine ha diretto, per sette anni, il commissariato piombinese. In pensione ufficialmente dal primo settembre scorso, di fatto ha concluso il proprio incarico a Piombino e in Val di Cornia a metà giugno scorso. «A me non risulta che ci sia un’indagine nei miei confronti», è l’unico commento dell’ex dirigente. —



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