Gioco
Cassa depositi e prestiti pronta a finanziare la costruzione di un pezzo di Darsena Europa
Al seminario in Fortezza Vecchia il responsabile infrastrutture: «Vorremmo contribuire a portarla a termine». E la Bei conferma gli impegni sulle banchine
LIVORNO. La Cassa Depositi e Prestiti, il braccio finanziario dello Stato, è pronta a entrare nel progetto della Darsena Europa. Dopo aver finanziato per 110 milioni di euro l'acquisto di attrezzature portuali al Medienter Container Terminal di Gioia Tauro, la controllata del ministero delle finanze ha aperto le porte alla nuova piattaforma per le maxi porta-container che nascerà alle radici della Darsena Toscana. Lo ha detto Guglielmo Calabresi, responsabile Sviluppo Infrastrutture Area Finanziaria Cdp.
«Ci piacerebbe avviare una collaborazione con l’Autorità di Sistema di Livorno ed esaminare le decine di progettualità sul tavolo, a cominciare dalla più significativa, la Darsena Europa, su cui ci piacerebbe dare un contributo fattivo affinché essa sia portata a termine», ha affermato l’alto dirigente della Cassa durante il seminario dal titolo “Il finanziamento delle infrastrutture” organizzato dall’Authority nella sala Ferretti della Fortezza Vecchia.
Calabresi ha voluto evidenziare l’impegno della Cassa verso le infrastrutture e il settore portuale («Abbiamo finanziato per 330 milioni le varie Autorità di Sistema e per 50 milioni anche Grimaldi», ha ricordato), ribadendo più volte ai vertici di palazzo Rosciano e al mondo dell’imprenditoria portuale livornese che «una realtà come Livorno deve essere supportata da Cdp». Prerogativa fondamentale di questo impegno è il partnerariato pubblico-privato.
Una disponibilità simile è stata confermata anche dalla Bei, la Banca Europea d’Investimenti: «L’attività di finanziamento del settore portuale in Italia negli ultimi anni è stato molto intensa - ha sottolineato Santiago Larregola, responsabile finanziamenti porti di Bei -: abbiamo partecipato a tanti prestiti al settore portuale italiano, finanziando Genova, Savona, La Spezia, Civitavecchia, Ravenna, recentemente anche Trieste che mai aveva firmato un prestito di questo tipo».
«Siamo sempre aperti a nuove relazioni, sia con i porti che con le compagnie di shipping e i terminalisti - ha detto Larregola agli imprenditori livornesi -, perchè il nostro obiettivo è lo sviluppo di un’infrastruttura nel suo complesso. Il prestito Bei può arrivare fino a 50% dell'investimento totale, normalmente però i porti italiani sono dentro alla rete che collega tutta Europa sia per le merci che per le persone e questo ci fa arrivare a coprire il 75% degli investimenti. Il modo più facile è contattarci direttamente: col porto di Livorno abbiamo una relazione stretta, stiamo facendo un’estensione del prestito di 90 milioni, per renderlo più flessibile».
Aveva aperto i lavori il sindaco Luca Salvetti: «Livorno non può perdere tempo. Dobbiamo fare tutto il necessario perché il porto non diventi uno scalo regionale ma mantenga il suo ruolo centrale nel Mediterraneo. L’Authority può avere la certezza di avere l'amministrazione comunale alleata, sono finiti i tempi in cui si veniva qui dentro a litigare o fare figurette oltreoceano per interessi personali», ha detto il sindaco riferendosi alle posizioni del suo predecessore Filippo Nogarin.
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