Il Tirreno

Livorno

“Un’altra estate” celebra Livorno su una Terrazza color tramonto

Simone Fulciniti
“Un’altra estate” celebra Livorno su una Terrazza color tramonto

L’ultima tappa di questa edizione del viaggio nei più bei luoghi della Toscana è stata accolta dalla nostra città che punta di nuovo sul turismo. Tra eccellenze del territorio e degustazioni  

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la festa



La grande terrazza dell’Acquario di Livorno, resa ancor più straordinaria da un colorato tramonto da cartolina, ha ospitato la tappa finale di “Un’altra estate”, l’ormai classica manifestazione, tesa a valorizzare il turismo in Toscana e i prodotti enogastronomici locali, lungo la costa. L'iniziativa , alla sesta edizione, è realizzata dalla Regione e sostenuta dal quotidiano il Tirreno, da Toscana promozione turistica, da Vetrina Toscana, da fondazione sistema toscano e di Feisct. Un percorso cominciato a luglio da Massa Marittima, e che, dopo aver attraversato località meravigliose, arriva finalmente a Livorno. «Siamo qui per una fake news - spiega il direttore del Tirreno, Fabrizio Brancoli - Abbiamo infatti inserito Livorno in un tour di borghi, pur sapendo che si tratta di una grande città. Ogni anno organizziamo un giro, cercando bellezza. Selezionare la piazze è sempre difficile. C’era il desiderio di concludere a casa nostra, perché il Tirreno sente propria questa città. Oggi sono presenti gli amministratori delle località che ci hanno ospitato e chi ha lavorato materialmente perché tutto andasse bene: grazie a tutti». Poi Brancoli invita a parlare il suo predecessore, l’ex direttore Luigi Vicinanza. «Vengo da fuori, ma mi considero livornese di adozione. La città è bellissima, basta osservarne i tramonti; tuttavia bisogna avere gli occhi giusti per apprezzarla. E chi non è nato qui, paradossalmente, la apprezza di più. ». Come detto, la Regione Toscana, gioca un ruolo fondamentale nel progetto, come ricorda il consigliere Francesco Gazzetti. «Porto un saluto a nome dell’assessore regionale Stefano Ciuoffo, che ha seguito in maniera formidabile la bellissima manifestazione. Da livornese credo che questa sia la chiusura ideale. E un grazie va al quotidiano Il Tirreno. Fa parte delle comunità, le vive e le sostiene con un giornalismo civico e di tradizione». Accompagnato dall’assessore al commercio Rocco Garufo, è intervenuto il sindaco, Luca Salvetti. «Quando qualche mese fa il direttore ci annunciò che Livorno sarebbe stata l’ultima tappa del percorso, ne fummo parecchio felici. Nel panorama toscano Livorno è la città che ha vissuto l’estate più normale, grazie alla voglia di fare tutte le manifestazioni che avevamo pensato e sognato». Il sindaco invita a non cullarsi sugli allori. «Ci siamo troppo beati dei tramonti. Il nostro obiettivo è quello di aggiungerci qualcosa di importante, di spessore internazionale. Chi ci accusa di pensare soltanto alle feste, non ha capito nulla. Dietro c’è il lavoro che fa girare l’economia. La missione ? Riconvertire la città da quella che era negli anni settanta e ottanta, a quella che sarà dopo il 2025». Come è consuetudine , il Tirreno, rappresentato anche dal capocronista Alessandro Guarducci, fa dono all’amministrazione comunale, di una maxi foto: realizzata da Fabio Muzzi, l’istantanea ritrae la terrazza Mascagni da cielo. La conduttrice, Irene Arquint, passa dunque in rassegna i produttori locali presenti, che illustrano le eccellenze del proprio lavoro: la società agricola Bellavista Insuese, l’azienda agrituristica Dolci Ricordi , il Piccolo Birrificio Clandestino, l’Associazione Tortai Livornesi, l’Associazione Cuochi Livornesi, la Fisar delegazione Livorno. E per la Capraia isola le aziende agricole: La Piana, il Saracello, San Rocco, Arura. Poi,gli ospiti, provenienti dai vari borghi visitati: da San Miniato: Gemignani, Enomacelleria Scalco, Vignaioli Naturali. Da Volterra le aziende Fontesettimena, Marcampo, Volaterra. E quindi il via alla deliziosa degustazione.

Prima dell’evento, i 70 visitatori, che avevano prenotato la passeggiata culturale, sono stati guidati attraverso la scoperta dei bagni Pancaldi, e della terrazza Mascagni, che fu “spianata dei cavalleggeri”. E , padrone di casa d’eccezione, il compositore Pietro Mascagni (interpretato dall’attore Emanuele Barresi), che ha raccontato momenti indediti della propria vicenda biografica. Barresi, si è ripetuto anche all’acquario, dando voce a Diacinto Cestoni, illustre naturalista, che per primo fece luce sui virus e sugli acari. —

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di Redazione web