Gioco
La denuncia di una mamma: «A 3 anni primo giorno d’asilo senza fare l’inserimento»
La donna ha il figlio alla materna statale Cavalluccio Marino: «Le maestre volevano strapparmi mio figlio dal collo, che sistema educativo è?»
LIVORNO. «Lunedì mattina ho portato mio figlio di 3 anni alla scuola dell’infanzia: era il suo primo giorno di asilo. Mi immaginavo di poter fare l’inserimento, di accompagnarlo lentamente nel nuovo ambiente, con le sue nuove maestre, con i suoi nuovi compagni. E invece abbiamo trovato una brutta sorpresa: i genitori non potevano entrare. I bambini venivano prelevati da insegnanti col volto coperto da mascherine e visiere e portati dentro la scuola, in un corridoio grigio, a loro sconosciuto. Strappati dalle braccia delle mamme, in lacrime. Non ce l’ho fatta: ho portato via il mio bambino che non voleva staccarsi da me. Tornata a casa ho scritto una lettera alla dirigente scolastica, sto ancora aspettando una risposta. E nel frattempo ho deciso di cambiare scuola. Però mi chiedo: è giusto? È normale?».
Lo sfogo-denuncia arriva da una giovane mamma, Vanessa Mori. «Non voglio fare una polemica fine a se stessa - racconta la giovane signora -. Ma visto che una maestra del circolo mi ha spiegato che c’è stato un collegio-docenti dove è stata approvata questa procedura, voglio conoscere il principio pedagogico che è stato deciso di seguire, poiché mi sfugge». L’asilo a cui Vanessa aveva iscritto il proprio bambino è il Cavalluccio Marino, scuola dell’infanzia statale all’interno del Circolo Carducci. «Abitiamo a Quercianella e ci sembrava la scelta perfetta. Invece dovremo cambiare», continua la mamma. Che racconta come in altre materne dello stesso circolo invece sia prevista una prassi diversa: «Mi risulta che al Cave Bondi di Ardenza l’inserimento venga effettuato. E d’altra parte mi sembra giusto: in tutte le scuole d’infanzia e nei nido comunali viene fatto e anche nelle altre scuole statali. Ho mamme amiche che frequentano il circolo La Rosa e so che stanno facendo l’inserimento con i propri figli iscritti al primo anno».
In effetti le strutture gestite dal Comune - che sono aperte dal 2 settembre - hanno iniziato gli inserimenti con molta gradualità per permettere ai bambini nuovi iscritti di entrare nel nuovo ambiente senza traumi e pian piano sentire l’asilo come un posto amico. «Devo dire che alla riunione dei genitori ci avevano detto che non ci sarebbe stato inserimento perché non si può entrare in classe per le norme anti-Covid. Ma immaginavamo che almeno nel giardino avremmo potuto stare con i nostri bambini ed evitare traumi. Invece no: in una scuola sconosciuta, con maestre sconosciute, avrei dovuto lasciare il mio bimbo fuori dal cancello come si fa con un alunno delle elementari. Ho chiesto se almeno me l’avessero fatto accompagnare con la manina fino alla porta, ma niente, non si può entrare. Eppure lo spazio esterno ci sarebbe. Io sono d’accordo con l’esigenza di mantenere alto il livello di igiene, con la sanificazione, etc, ma non lediamo i diritti dei bambini. Qualche mamma si è fatta strappare suo figlio dal collo, io no. Prendo atto di questo sistema, ma voglio sapere su quale progetto educativo si basa, per questo ho scritto alla dirigente».
Non finisce qui: la signora racconta anche che sempre per motivi anti-Covid è stato vietata anche la merenda. «Non è prevista la merenda fino al 5 ottobre, ma allo stesso tempo la scuola non permette di portare merendine o cibo da casa, perché all’interno è vietato introdurre qualunque cosa - racconta Vanessa Mori -. Capisco che i primi giorni fanno un’ora e mezzo, ma poi l’orario si allunga e non capisco come sia possibile finché non sarà aperta la mensa che i bambini stiano 5 ore senza mangiare. Mi hanno detto le mamme che oggi (ieri, ndr) hanno ottenuto di farli bere, perché l’acqua non si poteva portare ed essendo chiusa la mensa era previsto neanche quello. Capisco che tutto questo, raccontato così, possa sembrare quasi impossibile ma è la situazione che ci siamo trovate a vivere. Mi piacerebbe che la preside mi facesse sapere se ha approvato questo sistema ed eventualmente perchè». Ieri abbiamo provato a contattare la dirigente delle Carducci per avere anche la sua versione e una spiegazione ma senza successo.
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