Gioco
Il Gruppo Labronico festeggia il secolo di vita in memoria di Puccini
LIVORNO
Il pittore Mario Puccini morì il 18 giugno del 1920. All’ospedale di Santa Maria Nuova, a Firenze, dove era da qualche tempo ricoverato.
Una morte che ebbe il potere di sconvolgere a tal punto i colleghi pittori e amici del caffè Bardi, da far decidere loro di fondare un sodalizio che avesse l’obiettivo, oltre che di ricordarne lo spessore artistico, di “adoperarsi in ogni modo” affinché la sua salma fosse trasferita al Famedio di Montenero.
E fu così che un giovedì di metà luglio dello stesso anno, un buon numero di artisti labronici (tra gli altri c’erano Renato Natali, Giovanni March, Renuccio Renucci, Giovanni Zannacchini) si riunì nello studio di Gino Romiti: quel giorno nacque il glorioso “Gruppo Labronico”. Ma la traslazione della salma sul “sacro colle” fu obiettivo più complicato del previsto; e possibile soltanto nel 1988, grazie all’allora presidente del gruppo, Alberto Zampieri.
Oggi alle 16,30, in occasione del centenario dalla fondazione dello storico “Gruppo Labronico”, si terrà una cerimonia in onore di Mario Puccini, proprio al Famedio dove da tempo riposa. Al termine della quale avrà luogo l’assemblea dei soci per il rinnovo delle cariche. Verrà eletto anche il nuovo presidente che succede a Gianfranco Magonzi, al timone dal 2011. Un momento straordinario per l’arte livornese, nel nome di uno dei suoi esponenti più prestigiosi. —
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