Gioco
Viaggio tra gli studenti di Iti e Cecioni: «Bello rientrare a scuola. Le mascherine? Ci abitueremo»
Alle 11 in via Galilei l’uscita dei primi studenti del liceo scientifico e dell’istituto tecnico C’è chi racconta di professori già pronti a spiegare e di qualche problema di organizzazione
LIVORNO. Ore 11 via Galilei. Al Liceo Cecioni suona la campanella. Gli studenti della turnazione iniziale, terminano il loro primo, atteso, giorno di scuola. Un rientro particolare. L’atmosfera che si respira di fronte all’istituto è inedita. Un po’ per la portata dell’evento, un po’ per la pista ciclabile, tanto discussa, che ha cambiato il quadro generale. «Un po’strano – dice Genna Toko, studentessa di quinta – ci abitueremo. Mascherine, distanza, assenza di contatti le regole basilari. La scuola mi è mancata molto, specie la mia amica del cuore. Siamo fiduciosi per il futuro». Al suo fianco esce Laura Repetti, stessa classe. «Bene il rientro, anche se sono spaventata avendo la maturità e calcolando il ritardo. Ho paura della didattica a distanza. Non riesco a concentrami. Siamo 22 in classe, ognuno ha il suo banco, ci hanno fatto tenere le mascherine, perché non erano sicuri che ci fosse un metro tra uno e l’altro». Josè Zucchelli è allievo di prima. «Si vede che le cose sono cambiate, ma ce la possiamo fare. L’ambiente scolastico è mancato. Stamani tre ore, parlando soltanto di norme. Speriamo che il peggio sia dietro le spalle». Alessia Bassani (terza) è annoiata. «Non abbiamo fatto nulla, non c’erano neppure i professori nuovi. Abbiamo visto l’aula, ingressi separati, banchi distanziati». Anche per Alice Gioia (terza), stare distanziati fa impressione. «L’organizzazione deve migliorare. Dobbiamo essere più precisi, sulle cose da fare. Difficile stare lontani dopo tanti anni di unione, ma penso ci si possa adattare». Fatica negli occhi di Francesca Arpina (terza). «Troppi limiti e troppi cambiamenti. Ci hanno spiegato come comportarci nel corso dell’anno». Anche Aurora Gori, frequenta la terza. «Sedere tra i banchi mi mancava, anche se ora è diverso. Norme rigide, certo, ma ci impegneremo per rispettarle. A ogni spostamento occorre indossare la mascherina, anche per andare a buttare la carta». Il sorriso illumina il volto di Lorenzo Dentone (terza). «È stato un giorno diverso dagli altri. Niente abbracci, ci hanno spiegato tutto. Bello comunque rivedere i compagni. Spero che possa migliorare, c’è un certo ottimismo». Stessa determinazione nelle parole di Niccolò Porciani. «Abbastanza bene dai, mi sto abituando alla mascherina. Il virus non deve diffondersi. Un po’ mi è mancata l’abitudine ai compagni».
A pochissimi metri di distanza, un’ora dopo, suona la sirena dell’Iti Galilei. «Un esperienza nuova – afferma Gabriele D’Apice, studente di prima-, istituto grande, si vive in un altro modo. Non ci sono condivisioni, nessuno può prestare penne o libri, non si possono mettere giacchetti insieme; ogni cambio ora igenizzazione classe, in palestra è cambiato tutto».
Con lui, volto coperto dalla mascherina si muove Megan Dorzi (prima). «Emozionata. Dopo tanti mesi senza scuola. Regole strane, occorre tempo. Mi erano mancati gli amici. In futuro, migliorerà tutto. Oggi dai prof, parole di incoraggiamento». Ryan Lupo, frequenta la seconda. «Bello, rivedere i compagni, seppur mascherati. Ma le distanze sono difficili. Guardiamo avanti con tanta fiducia». Più dubbi nelle parole di Linda Biagini. «Tutto bene, abbastanza contenta per questo ritorno alla normalità. Siamo partiti subito in quarta, con le spiegazioni, anche di matematica. Non so cosa aspettarmi, potrebbe succedere di tutto».
Chiude la carrellata Marta Andreotti, una ragazza di quinta. «Un ritorno singolare, ma super fare lezione dal vivo. Anche nei corridoi ci sono percorsi, bisogna capire come muoversi. Siamo determinati ad andare avanti al meglio». Tornando alla ciclabile, la quasi totalità degli studenti ha espresso qualche perplessità. Ma nessuno ha escluso a priori, che, per dare un giudizio definitivo occorra far passare qualche settimana.
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