Il Tirreno

Livorno

Al Nautico tra i futuri capitani: «Lezione in aula magna, ma c’è il problema dei laboratori»

Rosanna Harper
Al Nautico tra i futuri capitani: «Lezione in aula magna, ma c’è il problema dei laboratori»

All’Istituto Cappellini molta dell’attività didattica è legata a simulatori di macchina e navigazione «Per adesso ci adattiamo, per tutti oggi è un giorno speciale e speriamo che le cose migliorino» 

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LIVORNO.  Dopo più di sei mesi la campanella torna a suonare. È un ritorno particolare, con mascherine e rispetto del distanziamento sociale, con spazi diversi, come l’aula magna, adibita a classe. Ma ciò non toglie le emozioni di sempre, che caratterizzano il primo giorno di scuola. Al Nautico, all’Istituto Cappellini, i ragazzi, all’uscita dalla scuola, scendono la scalinata con le mascherine sul volto, sono diversi gli studenti che, in mano, stringono la copia del Tirreno che è stata data loro il primo giorno di scuola. «Il primo giorno – spiega Dario Buti, quasi 18 anni, della 4° B Capitani – è andato bene, tutto a posto. Il rientro è stato un po’ azzardato, secondo me, perché, per diversi aspetti, sarà molto difficile tornare alla normalità. Le attività di laboratorio, ad esempio, ma anche la possibilità di fare ginnastica in palestra, saranno molto limitate. Così come sarà limitato la possibilità di entrare in contatto con gli altri compagni e con i professori. Non solo: probabilmente sarà difficile organizzare l’alternanza scuola – lavoro che, per noi che frequentiamo questo indirizzo, è fondamentale per fare pratica. In classe siamo più di 30 ragazzi, facciamo lezione in aula magna, perché hanno unito la nostra quarta a un’altra quarta».

Insieme a Dario, c’è Lorenz Olivar, 19 anni, stessa classe. «Il primo giorno di scuola – racconta – è andato bene. In classe, quest’anno, siamo 31 ragazzi. L’unica cosa per cui sono un po’ preoccupato riguarda la parte dei laboratori: siamo una scuola tecnica, la pratica per noi futuri capitani è importante. C’è bisogno dei laboratori dove ci sono i simulatori, dove si può fare macchine e navigazione. Speriamo di non trovarci in difficoltà quando ci imbarcheremo».

Niccolò Macelloni, che frequenta la 5° Conduzione del mezzo navale e che quest’anno, dunque, dovrà affrontare la maturità. «È andato bene il rientro. C’è un po’ di disorganizzazione, ma credo che sia normale. Ci sono ancora diverse cose da definire, come le attività di laboratorio, ma staremo a vedere». E rispetto all’uso delle mascherine e del rispetto del distanziamento, aggiunge: «I banchi –sono distanti l’uno dall’altro, le mascherine dobbiamo indossarle per entrare in classe e per uscire nei corridoi e andare in bagno. Il rapporto con i compagni c’è, ma è sicuramente limitato». Mattia Ania, 14 anni, è una matricola. «Il rientro – spiega – è stato un pochino ansioso: tornare a scuola, in presenza, dopo sei mesi di lontananza, è strano. Vedersi dal vivo, comunque, è bello, così come è bello avere la possibilità di fare nuove amicizie. In classe siamo 22, abbiamo una classe piccola per ora, ma cercheremo di adattarci». Nella piazzetta che guarda verso il Nautico, anche due studentesse del Vespucci – Colombo che, uscite prima da scuola, hanno aspettato l’uscita dei loro compagni del Nautico. «Il primo giorno di scuola – spiega Dea Chierchia, 15 anni, della 2° H Servizi Commerciali – è andato abbastanza bene. Ci sono state spiegate le regole, molti prof che avevamo lo scorso anno sono cambiati. Stare in classe con la mascherina è un po’ pesante, perché fa caldo. In classe siamo in 26, i banchi sono distanziati a un metro, facciamo lezione nel laboratorio di informatica. Sono, comunque, molto contenta di essere rientrata». «Dopo tanti mesi di lezione online – racconta Emma Ferrari, 15 anni, studentessa al Colombo – Vespucci – è stato abbastanza strano tornare in classe, rivedere i compagni, mi ero abituata a vederli sullo schermo, a parlarci per telefono: sarà difficile non poterli abbracciare come prima, c’è un po’ di paura di toccarsi, di stare vicini, anche se, con il pensiero, siamo tutti vicini. Tornare oggi a scuola è come il primo giorno di sempre di scuola. Spero che non ci siano altre chiusure, dobbiamo restare ottimisti». —
 

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di Redazione web