Il Tirreno

Livorno

«Vi racconto la mia scuola». Ecco le testimonianze di nove politici livornesi

In alto, da sinistra, Luca Salvetti (sindaco di Livorno), Adelio Antolini (sindaco di Collesalvetti), Samuele Lippi (sindaco di Cecina), Gianfranco Simoncini (assessore di Livorno). Al centro, Sandra Scarpellini (sindaca di Castagneto) e Daniele Donati (sindaco di Rosignano). In basso Massimo Fedeli (sindaco di Bibbona) e Monica Giuntini (ex sindaca ed eurodeputata). Nella foto grande Cristina Grieco (assessora regionale)
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In alto, da sinistra, Luca Salvetti (sindaco di Livorno), Adelio Antolini (sindaco di Collesalvetti), Samuele Lippi (sindaco di Cecina), Gianfranco Simoncini (assessore di Livorno). Al centro, Sandra Scarpellini (sindaca di Castagneto) e Daniele Donati (sindaco di Rosignano). In basso Massimo Fedeli (sindaco di Bibbona) e Monica Giuntini (ex sindaca ed eurodeputata). Nella foto grande Cristina Grieco (assessora regionale)

Sindaci e assessori della costa parlano della loro esperienza sui banchi tra amicizie, insegnamenti e aneddoti da ricordare

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LIVORNO. Lunedì 14 settembre è stato il primo giorno di scuola. Un inizio certamente differente da quello degli anni passati. Ed ecco come sindaci e personaggi del territorio ricordano raccontano la loro esperienza con la scuola.

Cristina Grieco: «Elementari in tre città e la passione per la matematica»
Di Cristina Grieco sappiamo che è as-sessore regionale, che fa politica ed è iscritta al Pd, che è inse-gnante e dirigente scolasti-co, che è laureata in econo-mia e commercio e ha una seconda laurea in statistica e che è iscritta all’albo dei dottori commercialisti. Ma-gari in pochi sanno che il suo rapporto col mondo del-la scuola, soprattutto nell’e-tà più tenera, è stato, per co-sì dire, piuttosto movimen-tato. «Mio padre – ci raccon-ta – era dirigente d’azienda per cui si spostava spesso per lavoro. Così mi sono tro-vata a fare le elementari in tre diverse città, Napoli, Li-vorno ed Alessandria». Una piccola alunna con la vali-gia per un’esperienza, dicia-mo così, un po’ nomade. Ep-pure non è stato così trau-matico – spiega Grieco – an-zi, “nella scuola ho trovato quella continuità che mi ha consentito di vivere una bel-la esperienza anche in real-tà diverse». Senza contare che il rapporto con la scuo-la, per l’attuale assessore re-gionale all’Istruzione, è qualcosa di insito nel dna fa-miliare soprattutto dal ra-mo materna (la madre è sta-ta professoressa, la nonna maestra elementare).A parte il capitolo elemen-tari, dalla terza media Cri-stina torna a Livorno, dove completerà il ciclo di studi per poi iscriversi all’univer-sità di Pisa. E sono gli anni del liceo quelli di cui conser-va i ricordi più belli. «Pensi che ho ancora una chat con gli ex compa gni di classe del Cecioni”. Con alcuni di loro il legame è rimasto mol-to stretto. Con uno in parti-colare, poi, è diventato qual-cosa di più. «E’ vero. Eravamo tre compagne di classe che al li-ceo hanno conosciuto il fu-turo marito». Dunque tanti ricordi, tanti momenti belli e relazioni che nascevano e si coltivavano negli anni. «Ecco perché è importante – e qui la Grieco rindossa per un attimo i panni di as-sessore regionale - che oggi gli studenti tornino in clas-se. Perché i rapporti, le rela-zioni che si costruiscono sui banchi di scuola sono qual-cosa di irripetibile che nes-sun strumento tecnologico può minimamente ripro-durre».Se dunque la didattica a distanza era diventata l’uni-co surrogato possibile e pra-ticabile rispetto all’insegna-mento diretto nei giorni del lockdown, la sfida odierna (ma di questo Grieco ne par-la in un’altra pagina) è pro-prio quella di tornare in clas-se in sicurezza.Quanto proprio alla didat-tica, all’insegnamento, gli anni del Cecioni sono stati molto formativi nel ricordo di Cristina Grieco. «Certo, c’era qualche professore molto rigido che se ci fosse stato oggi avrebbe provoca-to qualche reazione nei ge-nitori. Ma l’insegnamento è stato valido e ci ha consenti-to, a molti di noi, di affronta-re l’università con una certa tranquillità

Luca Salvetti, sindaco di Livorno: «Al Cecioni "tradizionale" quasi una famiglia allargata»
Mi ricordo gli anni del liceo. Frequentavo il Cecioni. In quel periodo stava partendo l'indirizzo sperimentale, molti studenti sceglievano la novità mentre io facevo il tradizionale. Eravamo rimasti in pochi, due classi. Eravamo quasi come una famiglia allargata. Noi, rimasti in piazza Vigo, avevamo stretto amicizie e c'era un clima di grande condivisioni». Così Luca Salvetti, sindaco di Livorno. Che andando a ritroso ricorda volentieri anche il periodo delle elementari alle Carlo Bini, in Borgo Cappuccini. «Cominciavamo a fare sperimentazione. Nel pomeriggio con l'insegnante andavamo in giro per la città a fare interviste, compilare questionari». Il percorso è proseguito all'università con la laurea in Scienze Politiche a Pisa.

Adelio Antolini, sindaco di Collesalvetti: «Il mio maestro elementare era un vero educatore»
Si chiamava Mario Novelli. Non era un semplice insegnante, era un grande educatore. E' stato un punto di riferimento per la mia formazione». Adelio Antolini è arrivato in Toscana dalle Marche negli anni dell'università (Ingegneria a Pisa). Ha frequentato elementari e medie nel paese di origine San Benedetto del Tronto. «Gli anni più belli sono stati quelli delle elementari. Il rapporto con il maestro, in particolare, non solo un bravo insegnante, ma un educatore vero. Ancora oggi, quando torno nelle Marche, passo sulla sua tomba al cimitero». C'è poi un vincolo "locale" che lega Antolini alla scuola ed è l'insegnamento della madre della moglie che ha insegnato a lungo a Vicarello, nel comune oggi da lui amministrato.

Samuele Lippi, sindaco di Cecina: «Studiando all'Iti ho imparato ad affrontare i problemi»
«Eravamo dei rivoluzionari, ma con un gran rispetto per i professori». Il sindaco di Cecina Samuele Lippi ricorda con piacere gli anni della scuola. Sia quelli delle medie Galilei, a Cecina, sia quelli delle superiori, che ha frequentato a Rosignano. «Mi sono iscritto all'Iti - racconta - Devo dire che quella scuola mi ha insegnato ad affrontare i problemi e a trovare un modo per risolverli. Dico sempre ai miei figli che quando siamo a scuola non vediamo l'ora che finisca, ma che poi, una volta conclusa, si vorrebbe tornare indietro». Un docente rimasto nel cuore? «La professoressa Patrizia Rossi. Insegnava elettronica ed era una docente preparata ed emancipata».

Sandra Scarpellini, sindaca di Castagneto Carducci: «Ho amato il classico, mi ha insegnato la curiosità»
Curiosità e sacrificio. Ecco che cosa ha trasmesso la scuola a Sandra Scarpellini, sindaca di Castagneto Carducci, che ha frequentato elementari e medie a Rosignano, il liceo classico a Cecina e, poi, si è laureata in Scienze politiche. «A scuola si impara che bisogna sempre affrontare i problemi - dice - E che, con sacrificio, possiamo raggiungere i nostri obiettivi. Curiosità e sacrificio secondo me sono le parole chiave». Scarpellini dice che ha sempre amato studiare e che della scuola ricorda «la voglia di leggere, di conoscere e di formarsi». Poi augura a tutti gli studenti un buon rientro a scuola. «I ragazzi tornano sui banchi dopo mesi e credo che ripartire per loro sarà una bella emozione. Perciò auguro a tutti di viversela nel migliore dei modi».

Daniele Donati, sindaco di Rosignano: «Con tanti insegnanti sono rimasto in contatto»
Il sindaco di Rosignano Daniele Donati ricorda la scuola «come un luogo di socializzazione e di crescita personale, oltre che di apprendimento». Donati ha frequentato le scuole elementari e medie a Rosignano, poi si è iscritto all'Istituto tecnico commerciale di Cecina. «Sui banchi di scuola ho conosciuto tantissime persone. Con molti di loro ancora ci vediamo. E sono sempre in contatto anche con qualche insegnante. Per me il periodo scolastico è stato molto importante, sia dal punto di vista personale che sociale». Detto ciò, il sindaco di Rosignano fa un augurio a chi, oggi, torna in aula dopo mesi. «L'augurio è quello di iniziare l'anno con serenità, tenendo conto che bisogna rispettare le norme di sicurezza. E speriamo che la scuola, una volta iniziata, non debba più fermarsi».

Massimo Fedeli, sindaco di Bibbona: «Ricordo tutte le amicizie che si sono create sui banchi»
La cosa bella della scuola è che i banchi regalano anche grandi amicizie. Lo dice il sindaco di Bibbona Massimo Fedeli. Lui ha frequentato elementari e medie a Bibbona, per poi spostarsi al Cattaneo di Cecina. «Racconto una curiosità: il primo giorno di scuola a Ragioneria entrai in classe e non trovai il banco. A quei tempi facevamo l'appello in giardino e quando toccò a me raggiunsi l'aula che mi era stata assegnata. Peccato che non era la mia, perché avevo un omonimo». Massimo Fedeli dice che potendo tornare indietro farebbe di nuovo le scelte di allora. «Forse però proverei ad iscrivermi all'università. Ci tengo comunque ad augurare a tutti i ragazzi di affrontare il nuovo anno scolastico con serenità».

Gianfranco Simoncini, assessore di Livorno: «Feci da "padrino" quando si inaugurò la scuola Europa»
Gianfranco Simoncini è stato sindaco, assessore regionale e oggi è assessore comunale a Livorno. Conosce benissimo il mondo del lavoro e, di riflesso, anche quello della scuola che dovrebbe servire a formare i futuri lavoratori. I ricordi del periodo scolastico di Simoncini sono quasi tutti concentrati a Rosignano in particolare negli anni delle elementari, anni molto fervidi sul piano dell'innovazione didattica sotto la regià dell'allora direttore Aldo Nenincasa. «Mi ricordo che quando ero alle elementari fu inaugurata la scuola Europa. Io con una mia compagna di classe fui scelto per rappresentare l'Austria. Avevamo costumi tirolesi e fu una bel ricordo». Fare le elementari in quel circolo didattico, negli anni di Benincasa, è stata una grande esperienza.

Monica Giuntini, ex sindaca ed eurodeputata: «Per me le lezioni erano un'occasione di socialità»
Monica Giuntini viveva in campagna e per lei «la scuola era anche un'occasione di socialità». Giuntini ha frequentato le medie a Santa Luce e il liceo classico a Cecina. «Il mio rapporto con la scuola è sempre stato molto buono - dice - Il liceo, in particolare, lo ricordo come un luogo in cui si poteva imparare un po' di tutto. Poi c'era Nicoletta Creatini, l'insegnante di latino e greco poco più grande di me. Per tutti noi era un punto di riferimento. Altra persona che ricordo con affetto è il parroco. Con lui avevamo un ottimo rapporto. Era diventato il nostro confidente». Giuntini, che adesso lavora nell'ambito scolastico, dice poi, che il liceo è stato tosto: «Studiavamo molto, come fanno adesso. Ma forse prima c'era più rispetto per gli insegnanti».

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di Redazione web