Gioco
La sperimentazione livornese sta facendo il giro del mondo
L’uso del Ruxolitinib, farmaco nato per i pazienti ematologici, ha dato risultati positivi in tutti i pazienti evitando che venissero intubati
LIVORNO
Era la metà dello scorso marzo, nel pieno della emergenza Covid. Ogni giorno centinaia di nuovi casi e decine di decessi in tutta Italia. Ospedali saturi di nuovi pazienti e reparti di rianimazione in affanno nel tentativo di rispondere ad una emergenza dalle proporzioni inaspettate e dalle conseguenze tragiche.
È in questo contesto drammatico, che tutti abbiamo ancora negli occhi, che all’ospedale di Livorno inizia una sperimentazione clinica contro il Covid. L’idea parte dall’osservazione che il quadro clinico più grave di Covid, ovvero l’insufficienza respiratoria acuta risulta molto simile, per andamento, dati di laboratorio, evoluzione spontanea e immagini radiologiche, ad alcune malattie ematologiche quali la Sindrome Emofagocitica Acuta.
In queste condizioni cliniche, la gravità del quadro non è determinata dall’infezione ma da quella che i medici chiamano cytokine storm, la tempesta citochinica che il sistema immunitario scatena nel tentativo di eliminare il virus. Ma gli effetti di questa tempesta sono più gravi dell’infezione stessa e spesso i pazienti sono costretti all’intubazione per poter sopravvivere. Gli ematologi ben conoscono questa condizione e negli anni hanno sviluppato protocolli clinici spesso efficaci.
Così, mentre cresce la necessità di avere sempre più posti letto nei reparti di rianimazione e si moltiplicano i tentativi terapeutici con i più svariati farmaci, gli ematologi di Livorno, guidati dal primario Enrico Capochiani, in collaborazione con i medici di Malattie infettive e di Rianimazione, guidati da Spartaco Sani e Paolo Roncucci, iniziano a trattare i pazienti con grave insufficienza respiratoria da Covid, con i farmaci utilizzati nelle sindromi da tempesta citochinica. In particolare l’attenzione si concentra su un farmaco, il Ruxolitinib, la cui efficacia è nota da tempo. E i risultati non tardano ad arrivare. I primi pazienti trattati mostrano un rapido miglioramento clinico e la gravità del quadro si attenua sensibilmente.
I dati suscitano un ampio interesse e rapidamente la sperimentazione viene condivisa non solo a Livorno, ma anche a Viareggio e Siena, mentre altri gruppi, italiani ed esteri richiedono informazioni e offrono collaborazione. Nel giro di poche settimane sono oltre 20 i pazienti trattati. Nessun paziente trattato è stato intubato, nessuno è deceduto e tutti hanno avuto un decorso clinico molto meno grave e un recupero molto più breve.
Molti si sarebbero fermati qui, con la soddisfazione di un risultato positivo. Ma non i medici livornesi che hanno voluto seguire il metodo scientifico nel modo più completo. Il metodo scientifico significa che altri dovranno riproporre la medesima esperienza e ottenere i medesimi risultati, e quei risultati dovranno essere valutati da esperti (i cosiddetti revisori) che dovranno ricontrollare tutti i dati, verificare il metodo di lavoro e certificare la correttezza dello studio.
Ed è proprio questo che il dottor Capochiani e la professoressa Bocchia dell’Università di Siena hanno fatto nelle ultime settimane. Hanno sottoposto il loro lavoro prima al Comitato Etico dello Spallanzani, che ne ha confermato l’eticità dello studio, poi all’ente internazionale di revisione degli studi clinici, ovvero clinicaltrials.gov, infine hanno sottoposto il lavoro scientifico ad una delle più prestigiose riviste mediche internazionali.
Il lavoro di revisione è stato lungo e molto minuzioso. E la revisione è stata giudicata positiva: così ora lo studio è a disposizione di tutti i ricercatori e dei medici che nel mondo sono impegnati nella cura dei malati Covid. Nel frattempo altri studiosi hanno seguito le stesse orme e i risultati positivi hanno ottenuto ulteriori importanti conferme.
L’esperienza che è nata a Livorno, oggi è una conoscenza scientifica dalle solide basi e garantisce uno strumento terapeutico efficace. In un momento in cui l’infezione da Covid sembra riaffacciarsi con tutta la sua gravità, poter contare su una terapia certamente efficace è un risultato di straordinaria importanza.
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