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VERSO LE ELEZIONI REGIONALi 

Amadio sulle case popolari «Questa gestione è sbagliata»

Simone Fulciniti
Amadio sulle case popolari «Questa gestione è sbagliata»

La candidata al consiglio regionale per Fratelli d’Italia lancia la sua proposta «Rivedere i criteri di assegnazione e favorire lecitamente le famiglie italiane»

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LIVORNO

Nel quartier generale di fratelli d’Italia in via Marradi, la candidata al consiglio regionale Marcella Amadio, supportata dal portavoce Giacomo Lensi e dal senatore Patrizio La Pietra, incontra la stampa per parlare di alloggi popolari.

«La situazione a Livorno è tragica. Così come in provincia. Ci sono appartamenti chiusi da tempo e che non vengono assegnati. Ce ne sono di sfondati e occupati abusivamente da immigrati, che li usano come luogo di spaccio. E italiani indigenti che non sanno dove andare. Questa non può essere la via». Amadio cita un episodio accaduto qualche settimana fa. «Abbiamo fatto un sit in di protesta davanti alla sede di Casalp, e in un’ora e mezzo, nessuno si è degnato di scendere per comprendere le nostre motivazioni. Voglio istituire una commissione che si occupi di questi temi, e che imponga la rimozione del presidente di Casalp, perché non è accettabile di fronte al dramma della gente far finta di nulla».

La candidata pone sul tavolo un esempio. «Mi hanno invitato in una casa che ha una finestra che apre sul muro. Hanno costruito un palazzo completamente appiccicato alla parete. In questa stanza ci vive la bimba di tre anni, che abita con mamma e papà. La casa è per una sola persona. Ma Casalp per non dare un alloggio più grande, fa risultare che marito e figlia sono ospiti. Chi conosce situazioni del genere e non le risolve, non merita di stare dove sta». Amadio propone l’abbattimento delle corsie preferenziali.

«In base a punteggi gli immigrati sono i primi in graduatoria per avere alloggi pubblici. Nella regione Abruzzo, presieduta dal nostro Marco Marsilio, c’è stata la revisione della legge regionale 96. Hanno modificato i criteri di assegnazione in modo da favorire, lecitamente gli italiani: gli extra comunitari che hanno proprietà nei paesi di origine, sono esclusi dalle case popolari». «E -conclude- per evitare casi sottoutilizzazione o sovraffollamento, l’ente gestore, in accordo con il comune, deve predisporre una rotazione sulla mobilità ogni due anni. Perché le situazioni cambiano». —

Simone Fulciniti

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