Il Tirreno

Livorno

angelo villari 

«Turiddu che passione mi ha portato fortuna»

M.T.G.
«Turiddu che passione mi ha portato fortuna»

Il tenore messinese sarà molte volte in scena con la sua voce possente nello spettacolo di oggi

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LIVORNO

«Turiddu mi ha portato fortuna». Per il tenore messinese Angelo Villari il ruolo in “Cavalleria Rusticana” al teatro Politeama di Lecce è stato il vero debutto nel mondo della lirica dopo anni passati a cantare nei cori. È vero che i cori erano quelli dei più importanti teatri d’Italia, dal Bellini di Catania al Verdi di Parma, al Massimo di Palermo, ma quando è arrivato il ruolo da solista la vita è cambiata. Nel Gala di stasera canterà molte volte. Lo ascolteremo nell’aria “O Lola c’hai di latti la cammisa” pezzo forte da Cavalleria ma anche in duetto per “Tu qui Santuzza”, solo in “Mamma, quel vino è generoso” e sempre di Mascagni in “Apri la tua finestra” dall’Iris e poi in due brani di Puccini ( “E lucevan le stelle” da Tosca e in duetto da Butterfly con Amarilli Nizza) “per finire con “Vesti la giubba” dai Pagliacci di Leoncavallo. «Nelle opere di Mascagni – dice – esce fuori questa passionalità nella scrittura che mi coinvolge moltissimo. Anche Mascagni era una voce tenorile e si vede dalle sue composizioni. Mi piace molto la vocalità che la sua scrittura ha fatto emergere e mi emoziona tantissimo vestire i panni di Turiddu. Ma di Mascagni vorrei fare tante cose. Ricantare il Guglielmo Ratcliff di cui ho inciso anche un disco, e mi attira anche Amico Fritz, ma il mio vero sogno sarebbe cantare il Nerone» . Del resto questo tenore siciliano dalla voce possente ma duttile e piena di sfumature, non è nuovo alle sfide e spesso ha affrontato opere poco conosciute o addirittura dimenticate. «Mi piace affrontare opere particolari – spiega –. Ho cantato titoli come “La donna serpente” di Alfredo Casella o “La campana sommersa” di Respighi o “I Shardana” di Ennio Porrino, tutti titoli che mi hanno dato soddisfazione e che hanno avuto grande successo. Ho fatto tanti anni di coro e sento di avere le spalle solide» . E con Mascagni che gli ha portato tanta fortuna dice di condividere molti sentimenti. «La sua musica ha degli andamenti melodici che mi toccano dentro, penso all’Intermezzo di Cavalleria o al Sogno di Ratcliff che è stato copiato da tanti compositori americani. Ascoltando il Nerone ho trovato la stessa nostalgia nelle frasi che ho trovato nel Ratcliff. Credo che le caratteristiche della musica di Mascagni siano proprio queste: passione e nostalgia. Dentro la sua musica c’è qualcosa di mio, che fa parte della mia indole e sono felice di poterla cantare» . —

M.T.G.

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