Il Tirreno

Livorno

Due poltrone per due al teatro Goldoni: Gamba e Menicagli si dividono la plancia di comando

Cristiana Grasso
Due poltrone per due al teatro Goldoni: Gamba e Menicagli si dividono la plancia di comando

Comincia l’avventura dei i nuovi vertici tra progetti e gestione dell’ emergenza covid. Uno gestirà le scelte artistiche, l’altro quelle amministrative. «Ma lavoreremo insieme, siamo in sintonia»

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LIVORNO. Una poltrona per ciascuno, ossia quella di direttore artistico per Emanuele Gamba e quella di direttore amministrativo per Mario Menicagli.Nel bel mezzo del Mascagni Festival, dopo mesi di attesa (le dimissioni di Marco Leone, direttore voluto da Nogarin, risalgono ormai a luglio ma è già un po’ che l’avvicendamento ai vertici era stato deciso e il concorso annunciato) sono quindi arrivate le nomine. Nomi che già circolavano da tempo, almeno da quando si è saputo che tra i partecipanti al bando aperto ufficialmente a giugno figuravano curriculum che hanno superato selezioni tecniche e colloqui con il Comitato di Indirizzo della Fondazione.Due figure molto conosciute in città.

Menicagli, 57 anni, infatti, è stato a lungo direttore amministrativo e anima dell’associazione Clara Schumann a Collesalvetti, direttore artistico di Effetto Venezia dal 2010 al 2014, dal 2011 al 2013 è stato direttore artistico e direttore principale dell’Orchestra del Laboratorio del Goldoni. Giusto mercoledì sera era sul palco della Terrazza Mascagni a dirigere l’orchestra per concerto del festival Mascagni.

Emanuele Gamba, 50 anni, è un regista che sia a Livorno che nel resto d’Italia ha proposto spettacoli e rassegne, ha collaborato a grandi produzioni. A Livorno è stato uno di creatori di Ars Nova, realtà teatrale "storica", così come quella del Fuoricentro, altro bel progetto di cultura, aggregazione, arte e spettacolo. Insomma due figure che ben conoscono la città e che si trovano a dover sfidare la stagione più difficile degli ultimi anni, la prossima, quella che a causa dell’emergenza covid sta mettendo i teatri in ginocchio. Con loro, come responsabili di due "settori" su cui si punta molto, lavoreranno Marco Leone che resta al Goldoni come responsabile di "Scenari di Quartiere" (progetto ideato da Fabrizio Brandi che porta i teatri nelle piazze e nelle periferie) e Livorno Capitale della Cultura, e Marco Voleri che continuerà ad occuparsi del Festival Mascagni. Emanuele Gamba alla direzione artistica del Goldoni arriva dopo una bella e lunga storia vissuta tra palcoscenico e dietro le quinte, a Livorno e non solo.

«Ho iniziato con Ars Nova, insieme ad Alessio Pizzech, Massimiliano Pachetti e ad altri, eravamo un bel gruppo, abbiamo lavorato con passione. Poi l’esperienza al Fuoricentro, un centro culturale dove ho imparato molto, anche la gestione delle realtà di questo tipo, la gestione delle relazioni. Dieci anni bellissimi, poi l’incontro con Daniele Abbado, figlio del grande Claudio, che mi ha fatto fare eccezionali esperienze in Italia e all’estero». Anche qui tante cose da imparare. «Poi la prosa, ho avuto altri incontri e collaborazioni che mi sono restate nel cuore. Regie prestigiose: ho lavorato con con Arca Azzurra, Leo Gullotta, Veronica Pivetti, Giuseppe Cederna, moltissimo con il drammaturgo livornese Francesco Niccolini». Per Gamba insomma la "conquista" della plancia del Goldoni è il coronamento di un sogno e anche l’occasione per portare avanti il buon lavoro fatto in questi ultimi anni al Goldoni. «Sento un forte senso di responsabilità, per anni sono stato dall’altra parte. Lo vivevo da "esterno" il Goldoni, teatro importante ma la mia vita professionale era altrove, non ho fatto qui niente di particolarmente rilevante. Come molti mi sono sentito ignorato a lungo dalla mia città, ho sofferto un po’ la sindrome del brutto anatroccolo, dell’ignorato a casa propria. Ringrazio il sindaco Luca Salvetti e l’assessore Simone Lenzi per avermi scelto, ho giurato di impegnarmi per collegare le qualità artistiche dei livornesi con realtà altre, più grandi più piccole, vogliose di fare rete. Di certo lavorerò duro, come ho sempre fatto, fa parte del mio modo di essere, e sarò felice di collaborare con Menicagli, Voleri e tutti quanti avrò vicino».

Mario Menicagli abita a due passi dal Goldoni, e ci scherza ma non troppo: «Sarò lì "h24" a parte quando giocherà il Livorno». E continua: «Questa nomina mi dà una gioia immensa, un ruolo così importante. E poi nel teatro della mia città, quello che ha scandito le tappe della mia vita: a 8 anni ero in platea ad ascoltare la mia prima opera lirica, a 18 a dirigere un’orchestra...».Dice di non aver mai smesso di avere un forte legame artistico con quel luogo: «Sì, sarò direttore amministrativo ma non lo vedo come un lavoro arido. Mai nelle mie esperienze ho separato la gestione artistica da quella organizzativa. Ci siamo scambiati giusto due parole l’altra sera, appena saputo delle nomine, con Emanuele Gamba. Abbiamo la stessa visione, collaboreremo, saremo insieme in questa avventura». Già, un’avventura, con il covid alle calcagna: «Non sarà facile, dobbiamo studiare bene le regole per il distanziamento. Intanto voglio consolidare un clima sereno e collaborativo, parlerò con tutti i dipendenti, voglio che ciascuno si senta realizzato. E in questo senso cercheremo di attingere il meno possibile a consulenze esterne e sfruttare il potenziale di professionalità che c’è all’interno del Goldoni, c’è una grande squadra. Lo dico non solo per risparmiare ma per coinvolgere tutti».

Di idee Menicagli ne ha già qualcuna: «Puntare sul digitale, non come sostituto degli spettacoli dal vivo ma come traino, come divulgatore. Poi con Gamba abbiamo pensato che d’ora in poi la stagione lirica inizierà il 7 dicembre, data di nascita di Mascagni. Quest’anno la formula sarà tutta da capire, ma troveremo il modo»

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