Gioco
Fattori sulla crisi: «Gli aiuti europei investiti sul lavoro»
Il candidato dice no al rigassificatore di Stagno e caldeggia una versione leggera della Darsena Europa
LIvorno
Arriva a Livorno proprio nel giorno in cui si celebra il ricordo della tragedia dell’alluvione del 2017, ma puntualizza che non è certo un caso: «La priorità riguarda opere di prevenzione contro il dissesto idrogeologico. La politica preferisce altre vetrine, ma salvare vite umane e, a lungo termine, risparmiare tanto denaro, è meglio». Sono le prime parole di Tommaso Fattori, candidato presidente per Toscana a sinistra, durante la sua visita ieri mattina al Mercato delle Vettovaglie. Sull’argomento, non manca poi di intervenire per la messa in sicurezza del fiume Cecina in prossimità del suo sbocco a mare.
Poi, vira verso la necessità di raddoppio dei binari unici e l’infrastruttura digitale per la fibra ottica. «Diciamo che uscire dalla crisi è possibile, a patto di usare i miliardi in arrivo dall’Europa, dando lavoro subito, in autunno», aggiunge.
Fa appello a una politica verde che consenta di orientare i finanziamenti non a pioggia, ma con precisione. «Occorre la conversione ecologica delle produzioni, investendo nella green economy - va avanti - nelle energie rinnovabili, e dire no a progetti come il mostro del rigassificatore Eni a Stagno. Non se ne parla perché in campagna elettorale rappresenta un argomento sconveniente. Ma si vuole portare le plastiche da Firenze non avendo voluto investire sulle fabbriche dei materiali e su una filiera di recupero dei rifiuti».
Una stoccata sulla Darsena Europa: «Cinque anni fa Rossi parlava di questo argomento, ora Giani fa lo stesso. Progetti faraonici che fanno perdere tempo e che hanno contribuito a danneggiare Livorno. Sogno una Darsena light in rispetto delle norme ambientali, e l’integrazione fra porti e non la concorrenza tra loro». E seppur fiorentino, dice basta a una politica “Firenze-centrica”. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
