Il Tirreno

Livorno

in consiglio COMUNALE 

Piazza San Marco e la sua Porta 300mila euro per il recupero

A.R.
Piazza San Marco e la sua Porta 300mila euro per il recupero

Votato l’atto della maggioranza con l’emendamento presentato dal M5S Poi è scontro Lucetti-centrodestra sulla sicurezza, Caruso sospende la seduta

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LIVORNO

Fra poco si vota. E l’ultimo consiglio comunale prima delle regionali del 20 e 21 diventa l’ennesimo teatro della campagna elettorale. L’assemblea di ieri si chiude con una furibonda lite. Le parole della consigliera Cristina Lucetti, Pd, che accusa la destra di “strumentalizzare la povertà”, di ricordarsi dei più poveri e più deboli solo durante le elezioni, di utilizzare un “linguaggio incendiario” che alimenta tensioni, provocano la reazione di Lega e Fratelli d’Italia. Romiti, Vaccaro, Perini interrompono più volte la consigliera – intervenuta per discutere l’atto del M5S sull’isolato Giardino di Corea – accusano lei e il Pd di non stare fra la gente, respingono con forza il rimprovero di provocare ad arte un clima infuocato, dicono che sono costretti ad essere accompagnati dalle forze dell’ordine durante i loro banchetti. Tanto che Lucetti, nella bolgia, non termina l’intervento ed il presidente del consiglio Caruso è costretto a sospendere la seduta e a convocare i capigruppo. Quando il consiglio riprende, poco è cambiato. La tensione non è sciolta. La distanza resta abissale.

Questo è l’epilogo di un pomeriggio aperto con il minuto di silenzio dell’assemblea per Ebru Timtik, l’avvocata turca morta in carcere dopo lo sciopero della fame perché sospettata di far parte di un’organizzazione terroristica, e per il terzo anniversario della tragica alluvione di Livorno. E che ha visto i consiglieri discutere anche di progettazione urbanistica nei tempi del Sars-Covid19, grazie all’atto di indirizzo presentato dal consigliere di Futuro Marco Talini. Occasione per ripensare ad una città più verde ed accessibile e per procedere ad una “urbanistica dei quartieri”. Ed è proprio sui quartieri che, ancora una volta, si consuma l’ennesimo strappo politico e culturale fra le opposizioni.

Succede quando si discute la mozione presentata da alcuni consiglieri di Pd e Futuro, emendata col contributo dei 5 Stelle, sulla riqualificazione della porta San Marco. La illustra Federico Mirabelli (Pd) che ricorda come la porta San Marco rappresenti oggi uno dei simboli risorgimentali memoria degli scontri fra livornesi e austriaci durante l’invasione del 1849 e, in stato di degrado, necessiti di un intervento di recupero. Un’ opera per la quale si chiede che le risorse, un tempo previste da alienazioni (300mila euro), siano vincolate a poste più certe. E che la ristrutturazione – come spiegherà anche Sorgente – non si limiti alle due stanze della porta, ma interessi complessivamente il quartiere. Scuola compresa (lì ci sono le Micheli). Segue dibattito. C’è Ghiozzi (Lega) per esempio, che resta sul tema, e ricorda alla maggioranza come qiuesto intervento debba essere legato ad un piano complessivo di valorizzazione del patrimonio architettonico di Livorno. Ghiozzi ricorda che in San Marco c’è una stazione abbandonata, ricorda la cinta muraria, le fortezze. Bruciati (Buongiorno), favorevole al recupero, sottolinea come si debba ripensare e valorizzare complessivamente il sistema delle barriere, magari proprio da Garibaldi vove oggi davanti all’opera muraria ci sia un parcheggio. Ma a mettere nuovo ossigeno sul fuoco ci pensa Perini che chiede di emendare l’atto inserendo che tra le priorità, venga collocata anche la cassa d’espansione a Magrignano. La sicurezza idraulica non è una priorità? chiede. L’emendamento è ammesso, votato e respinto. Ma è solo l’anticamera allo scontro che si consumerà da lì in poi.



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