Il Tirreno

Livorno

La favola bella della nostra città splende in cielo, in mare e in terra

Simone Fulciniti
La favola bella della nostra città splende in cielo, in mare e in terra

Spettacolare esordio della sei giorni di Immersiva. Il progettista Cecconi: «Duro lavoro, emozione immensa»

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LIVORNO

La fatica della preparazione, l’ansia degli ultimi giorni, ora l’entusiasmo anzi l’emozione: le immagini “volano” giganti sull’hotel Palazzo, in mezzo a lmare, , la musica avvolge tutto, la gente è come ipnotizzata da questo spettacolo unico . «Ma noi siano sempre n fibrillazione. L’ evento è praticamente in diretta. L’inciampo si nasconde dietro l’angolo e per questo c’è tensione. Se incontreremo inconvenienti li affronteremo . E speriamo che il meteo ci aiuti». Chi parla è Andrea Cecconi, ingegnere, una delle menti che hanno condotto alla realizzazione di un evento più unico che raro: “Immersiva Mascagni”, l'incredibile esperienza multisensoriale al Festival cominciata ieri sera. Ingegnere , come nasce l’idea di inserire "Immersiva" nel festival ? «Per dare un’impronta più fresca a questo genere di manifestazioni tradizionali. Che, di solito attraggono, una categoria anagrafica avanzata. Con le innovazioni tecnologiche, aumentano le possibilità di attirare un pubblico più giovane». Un progetto mastodontico… «Quello iniziale era più ricco, ma siamo felici lo stesso, essendo il numero zero. Proiezione in video mapping sull’ hotel palazzo per 1400 metri quadrati . Un campo sonoro tridimensionale: sette gruppi di cassa , 4 lato Palazzo e tre Pancaldi, primo assoluto nazionale. Abbiamo montato un video proiettore sulla punta del pennello a sud della terrazza, che retroproietta su uno schermo d’acqua 40 metri per 16. E laser molto suggestivi.». Mascagni fu un grande sperimentatore, avrebbe senz’altro gradito. Un amante dell’opera totale: scrisse anche una colonna sonora per il cinema, la Rpsodia Satanica. Innestare le nuove tecnologie in un festival dedicato a lui , è sembrata una simbiosi perfetta. Inoltre Livorno è sempre stata città d’avanguardia». Quante persone hanno lavorato per rendere il sogno realtà ? «Non meno di 40 : un’impegno massacrante durato oltre due mesi. Qualcuno ha dormito due ore a notte per una settimana, con la certificazione finale che è arrivata all’ultimo tuffo». Con costi immaginiamo elevati… «Un salto nel buio che, per fortuna, ha trovato coperture: spese per 120 mila euro. Il comune ci ha dato una mano coprendone la metà per garantire l’ingresso libero a tutti. Gli altri sono arrivati con gli sponsor. Ah, noi non prendiamo una lira».

Un prodigio che si ripete per sei giorni… «Tre giorni sono completamente nostri, e tre apriremo e chiuderemo gli spettacoli». Si aspetta tanti spettatori ? «Se alle terme abbiamo fatto 25mila persone , qui credo che arriveremo al doppio». Ingegnere, come possiamo definire il vostro gruppo di lavoro ? «Eterogeneo, con competenze molto larghe. Nato per dar vita a un centro espositivo sensoriale permanente, sulle cantine della fondazione Livorno sugli scali Monte Pio. Quindi il pensiero di fare altri eventi».

Vuol ringraziare qualcuno in particolare ? «Martino Chiti, Nicola Buttari, Luigi Agostini, Maurizio Fontanelli, Barbara Luccini, Morena Toigo e Daniele Mirani di Immersiva, straordinari. Poi l’associazione Reset, sempre al nostro fianco». —

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