Gioco
«I genitori dei bambini telefonano tutti i giorni e molti cambiano sport»
LIVORNO
«Ogni giorno ricevo diverse telefonate da parte dei genitori, soprattutto quelli dei più piccoli, che stanno maturando la decisione di cambiare disciplina, oppure, nel caso dei più grandicelli, cercando alternative fuori Livorno». Nel racconto di Debora Ramalli, allenatrice delle categorie giovanili del Nuoto Livorno, nonché istruttrice dei corsi di nuoto e acquafitness, è condensato il danno che il caos piscine sta provocando.
«Siamo in una situazione inconsueta - continua Ramalli -, nel senso che da cittadina livornese non posso neppure immaginare la città senza le sue vasche, in primis per l’importanza che esse ricoprono sotto l’aspetto sociale per centinaia e centinaia di utenti, anziani, disabili e poi per le innumerevoli soddisfazioni che hanno dato alla città in campo sportivo internazionale».
Debora fa parte, oltre che del ramo agonistico, dei circa 60 lavoratori a contratto sportivo che portano avanti l’attività dei corsi e che rappresentano il motore dei due impianti. «Mi auguro che chi di dovere riesca ad individuare la soluzione più veloce per la riapertura. Noi, intanto, come Nuoto Livorno (e come da tradizione, ndr) inizieremo la nuova stagione con allenamenti a secco sul mare, in attesa di novità positive e concrete».
Dello stesso umore è Jacopo Toninelli, tecnico del Nuoto Livorno settore pallanuoto: «Nonostante la non riapertura a maggio, e grazie al costante lavoro del nostro presidente e referente Stefano Franceschi, durante l’estate siamo riusciti comunque un po’ ad allenarci nella vasca di Pisa. È stato un bel momento, che però d’ora in avanti non potrà proseguire per ovvie ragioni logistiche. Per quel che riguarda il futuro, ad oggi non lo vedo molto roseo e nello specifico per la pallanuoto è un vero peccato; negli ultimi anni, infatti, siamo stati l’unica realtà su scala nazionale a qualificare la formazione Under 17 a tre edizioni consecutive delle Finali Nazionali, sfiorando addirittura il podio. Non è tutto: nel 2019 è arrivato pure il pass per la fase nazionale Under 20, che sicuramente avremmo bissato nel 2020 se il Covid non si fosse mezzo di mezzo. Quindi, dall’aver raggiunto l’apice della pallanuoto giovanile labronica, ci ritroviamo oggi a star fermi, mentre tutte le altre società toscane (in particolare Prato e Firenze per la pallanuoto, ndr) stanno regolarmente tornando in piscina per dare il là alla stagione. La Camalich è la piscina più bella della Toscana, vederla chiusa è un dolore».
Toninelli racconta che nel corso dell’estate alcuni ragazzi di Pisa, Cascina e Pontedera avevano manifestato la volontà di venire a giocare a Livorno: «Ma adesso senza certezze non mi è possibile dar loro una risposta - dice -. Anzi, qualcuno dei più piccoli magari sta pensando di virare su altri sport». —
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