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Amadio: in via Galilei la pista ciclabile è una stupidaggine
livorno
«Questa pista è una stupidaggine, “non s’ha da fare”». A distanza di quarantott’ore dalla petizione di Andrea Romiti, candidato capolista di Fratelli d’Italia nel collegio di Livorno per il consiglio regionale, anche la candidata Marcella Amadio (sempre di Fdi) scende in strada per dire il proprio no alla ciclabile in via Galilei e lanciare una raccolta di firme: «Il Comune dovrà intervenire per rimediare, – tiene a sottolineare – faccio un appello prima che sia troppo tardi».
«Un centinaio», racconta Amadio, i residenti che sono contrari alla realizzazione della pista che unirà via Galilei con il tratto di ciclabile in viale Carducci all’altezza del Cisternone servendo l’Iti Galilei, il liceo Cecioni, l’istituto musicale Mascagni e il Centro per l’impiego.
Proteste, spiega la candidata, che si fondano su due pilastri (più uno): «Il progetto di questa pista, che insiste su un’arteria principale, nasce fuori dal Pums (il Piano urbano della mobilità sostenibile, ndc); e prima di procedere a modifiche di questo tipo si deve fare la mobilità principale. Anche l’ingegnere Casarosa poi, tecnico della Provincia, si è dichiarato contrario su Facebook sostenendo che la restrizione della carreggiata avrà un impatto sul traffico delle vie circostanti. E, aggiungo io, la strada più stretta danneggia i negozi della via perché la gente non si può più fermare».
Amadio fa sue le istanze di Casarosa, il cui nome figura come primo firmatario (primo di tre, al momento della conferenza stampa di ieri mattina) del foglio della petizione in mano alla candidata, e prosegue: «Mai visto un cordolo così alto, c’è il pericolo che impedisca all’acqua piovana di defluire nelle caditoie, ma l’errore più grave qui è il contesto. Ben vengano le ciclabili ma non si devono fare in strade di grande scorrimento come questa dove ogni giorno passa un sacco di gente, specialmente nelle ore di ingresso e di uscita delle scuole. E il senso unico – conclude – non aiuterà».
E mentre Amadio parla, auto (poche) e motorini (alcuni) le sfilano contromano incuranti delle transenne che delimitano i lavori in corso. —
Matteo Scardigli
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