Il Tirreno

Livorno

le scelte per la città 

Idea: polo novità al Rivellino e elettro-bus in corsie protette

M.Z.

L’Associazione per la Rinascita di Livorno si rivolge ai candidati alle regionali «Nel segno di una svolta per il futuro un Green Deal a misura dei nostri territori»

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livorno.

Una nuova strategia di mobilità della città puntando a un piano del traffico che, cogliendo l’opportunità della costruzione del nuovo ospedale, crei le condizioni per un trasporto pubblico locale con bus elettrici in corridoi protetti e transito rapido, inserendone la programmazione per Livorno nel prossimo Piano regionale di sviluppo. L’utilizzo di Forte San Pietro, gli ex Macelli e gli spazi che si libereranno con il trasloco del Rivellino per realizzare nel cuore della Venezia, chiamando in causa direttamente la Regione, un polo di innovazione che, da un lato, con un centro studi intitolato a Ciampi si occupi di approfondire quanto di nuovo si muove su logistica e portualità e, dall’altro, dia vita a un museo virtuale che sfrutti le tecnologie digitali (ologrammi compresi) per offrire ai turisti la visione che li introduca alla Toscana raccontando «la storia, l’arte, l’architettura e la civiltà della splendida regione che stanno per visitare».

Sono questi due dei tasselli del puzzle che, fra i molti messi nero su bianco in un dossier di 105 pagine, l’Associazione per la Rinascita di Livorno mette in pista in vista delle prossime elezioni regionali: è il tentativo di provare a discutere di scelte per il futuro anziché limitarsi al “teatrino” di una campagna elettorale («più afona che urlata») incentrata sui personalismi e sulle piccole scaramucce polemiche. Tant’è che, oltre a metterlo sul proprio sito (www. rinascitalivorno.altervista. org) e a inviarlo a soci e simpatizzanti, l’hanno recapitato ai candidati in lizza per guidare la Regione.

Dietro il titolo “Livorno porta a mare della Toscana” c’è l’idea che lo sviluppo della città è legato al porto come “porta” della nostra regione ma – viene sottolineato – «all’interno di un riequilibrio economico dell’intera costa in termini di reddito, opportunità e qualità dello sviluppo economico e sociale». Con una attenzione di fondo che vuol essere anche un approccio di svolta: occhi puntati sul “Green Deal” europeo dentro il quale va collocato anche l’orizzonte di Livorno. Sarà forse una «operazione culturale molto complessa e una modalità di governo nuova e coraggiosa», ma è al tempo stesso indispensabile per «consentire alla città di inserirsi nei circuiti virtuosi e quindi nei canali di finanziamento nazionali e europei».

In direzione della “transizione verde” bisogna muoversi sul piano della mobilità, come detto, ma anche della riqualificazione edilizia: ecco che lo strumento utile – viene ribadito nel documento – è «una coerente revisione del Piano strutturale, frettolosamente approvato alla fine del passato mandato amministrativo» (in tandem come l’approvazione del primo Piano operativo). Quanto all’utilizzo della vasta area-rebus fra piazza del Luogo Pio e via della Cinta Esterna, se l’associazione insiste su quest’aspetto è anche perché, fra «il progressivo sviluppo del porto di Livorno verso nord (fino allo Scolmatore)» e il «contemporaneo sviluppo della città verso sud», si è determinata una «vasta area di interfaccia tra la parte storica del porto e la parte più antica della città» che ora – insieme allo spostamento del Rivellino e al «riutilizzo di aree rese libere nel centro storico» – reclama l’esigenza di «ridisegnarne dal punto di vista funzionale e urbanistico» una parte «decisiva per il turismo e per i servizi».

Sempre guardando all’intreccio fra uso del territorio e organizzazione dei servizi, Rinascita fissa infine lo sguardo sul nuovo ospedale: è «complessivamente positivo» il giudizio sulla proposta di fattibilità ma è anche «una irripetibile occasione per ridisegnare una parte della città in senso moderno e sostenibile». Da integrare con «le tre fasi di pratiche sanitarie e sociali finalizzate alla promozione e tutela della salute dei cittadini: prevenzione, cura e riabilitazione».

Da segnalare anche che, nel capitolo dedicato alla gestione dei rifiuti, si mette l’accento sull’ipotesi della «creazione di una multiutility fra Asa e Aamps»:una sorta di aziendona unificata sul fronte dei servizi urbani. Oltre a questo, c’è l’esigenza di un nuovo Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti, visto che la Regione non è riuscita a approvarne uno nuovo mentre l’attuale è in esaurimento. —



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