Il Tirreno

Livorno

In un anno 192 ore di consiglio più del 2017 e 2018 messi insieme

Giulio Corsi

Tutti i numeri dell’aula: i 5 Stelle il gruppo che ha fatto più atti, Romiti il consigliere più prolifico Solo in 5 sono stati sempre presenti. Il presidente Caruso: «Alcune votazioni importanti all’unanimità»

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LIVORNO

La vicepreside dell’Enriques Eleonora Agostinelli, l’operaio Federico Mirabelli (Pd) e la preside dell’istituto Bolognesi Cinzia Simoni (Casa Livorno) per la maggioranza.

L’ispettore di polizia Andrea Romiti (Fdi) e l’insegnante Stella Sorgente (M5s) tra le opposizioni.

Sono loro gli unici eletti alle amministrative 2019 che sono sempre stati presenti alle 36 sedute del consiglio comunale, oltre al presidente Pietro Caruso. La più assente è stata Marina Corniglia, infermiera, Pd, che si è presentata solo 18 volte (una su due). Poco meglio aveva fatto Erika Vivoli, avvocato, Pd, dimessasi il 4 maggio dopo aver partecipato a 15 sedute. Il suo sostituto Angelo Di Cristo in meno di 4 mesi (agosto compreso) l’ha quasi raggiunta: 11 gettoni.

Le presenze al consiglio (e alle commissioni) sono uno dei metri - non certo l’unico - con cui si può valutare l’attività politica istituzionale di chi ha chiesto la fiducia dei cittadini e ottenuto lo scranno in Comune. Tra gli altri termometri c’è il numero degli atti presentati: in alto il lettore troverà una sintesi di quelli che sono arrivati alla discussione dell’aula nel primo anno di legislatura. Con un’avvertenza di cui tener conto: ad esempio, è normale che le interpellanze - rivolte ad atti della giunta - siano fatte quasi esclusivamente dalle opposizioni (e infatti il Pd ne ha presentate 3, mentre le minoranze 93, primo in classifica Romiti a quota 26).

Più pesanti, dal punto di vista delle ricadute sulle scelte dell’amministrazione, sono le mozioni - che impegnano la giunta a un certo operato - e in questo caso c’è il Pd in testa alla classifica: ne ha presentate 42, in buona parte condivise – e talvolta proposte - dalle altre due forze di maggioranza Cl e Futuro.

Il gruppo che ha presentato il maggior numero di atti totali è il M5s (60), seguito da Pd e Fdi (52).

Tenendo conto della composizione numerica dei gruppi, è Fratelli d’Italia il partito che ha presentato più atti, 52 appunto, con il solo capogruppo Romiti.

Tra le opposizioni spiccano anche i 36 atti presentati da Aurora Trotta (Pap).

In 13 mesi, nonostante il lockdown, l’aula ha lavorato per quasi 200 ore. «I gruppi consiliari hanno dimostrato grande partecipazione», sottolinea Pietro Caruso.

Di recente, da parte del M5s era stata sollevata una polemica sulla sospensione estiva e formalizzato un invito a lavorare saltando la pausa. Caruso su questo aspetto evita polemiche: «Nel mio ruolo istituzionale preferisco far parlare i numeri. Ebbene, il consiglio in questi 13 mesi, compresa la sospensione agostana e nonostante i problemi legati alla pandemia, ha lavorato per 192 ore. Furono 78 nel 2018, 92 nel 2017 e 130 nel 2016».

«Ci tengo a far notare - aggiunge - che dietro a questa imponente attività dei gruppi consiliari c’è anche il prezioso lavoro degli uffici comunali».

Poi il presidente entra nel merito dell’attività di questo primo anno: «Voglio ricordare alcuni momenti di condivisione di tutte le forze politiche rappresentate in consiglio: l’atto sul monitoraggio dei lavori post alluvione; l’atto sulle misure economiche comunali anti-Covid a favore di cittadini ed imprese; l’atto per l’istituzione della commissione speciale Covid. Momenti in cui tutti hanno messo da parte le differenze col solo intento di mettersi al servizio della città». —



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