Il Tirreno

Livorno

Tra divertimento e commozione allo Chalet nel ricordo di Pippo

Tantissimi giovani hanno abbracciato babbo Giorgio Arpesani e mamma Francesca Garaffa In 140 persone hanno partecipato alla “cena in rosso” di sostegno della Fondazione  

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L’evento

E’ stata una serata ricca di emozioni - dove divertimento e commozione si sono mescolati continuamente - la seconda “cena in rosso” della “Fondazione Rosso come Pippo”, l’associazione dedicata alla memoria di Filippo Arpesani prematuramente scomparso nel 2018, a soli 18 anni, a causa di un incidente stradale. L’evento si è svolto nello splendido giardino dello Chalet della Rotonda con 140 partecipanti.

Un evento carico di energia, sprigionata anche e soprattutto dagli amici di Pippo, vere anime della Fondazione insieme ai genitori, Giorgio Arpesani e Francesca Garaffa, al fratello Camillo e a tutti gli intervenuti che, aggiungendo al look da sera un elemento rosso, hanno reso omaggio al colore dei capelli di Pippo (così lo chiamavano tutti, familiari e amici), divenuto simbolo ed effigie dell’associazione. Lo scopo della serata era quello di raccogliere fondi per le "mission" della Fondazione che passano principalmente dallo sport, accessibile a tutti, in tutte le declinazioni e discipline, l’integrazione e l’inclusione. Oltre all’eccellente menù a base di pesce curato in ogni dettaglio dagli chef dello chalet (da segnalare la buonissima torta dedicato a Pippo dal fratello Camillo, maestro pasticcere della Pasticceria Labronica) e incorniciato dal coreografico servizio dei sommelier della Fisar Livorno, ad animare la cena è stato un parterre di artisti di tutto rispetto, tra comicità e musica, capitanati dalla giornalista e volto di Granducato Tv Martina Parigi e dallo showman Leonardo Gherarducci nelle vesti di presentatori-padroni di casa. Ad aprire lo show il quintetto jazz composto da Sara Maghelli (voce), Moraldo Marchesi (sax), Andrea Garibaldi (piano), Renato Marciano (basso) e Renato Ughi (batteria): esibizione musicale apprezzatisima. A seguire la folgorante comicità labronica doc di Claudio Marmugi che, come al suo solito, ha scherzato sui tic della città (aggiornati al Covid) e, in chiusura l’energia pop-rock de Lo Zerbo (nome d’arte di Francesco Zerbino), che ha trascinato il dopocena sulle note degli anni ’60 e ’70, tra Beatles e successi americani.

All’evento erano presenti molti i personaggi del mondo dell’imprenditoria, tra cui Andrea Palumbo, Enio Lorenzini, Alberto Ricci, Riccardo Costagliola, delle professioni (citiamo tra i tanti l’avvocato Giuseppe Batini e il medico Daniele Tornar), del commercio, come Valerio Chiesa (al tavolo con Sergio Cristiani e Federica Garaffa, zii di Pippo e titolari della pasticceria Cristiani). Presente anche la politica, con l’assessora Giovanna Cepparello in rappresentanza dell’amministrazione comunale (è intervenuto anche il consigliere regionale Francesco Gazzettiper un saluto) e la scuola, con la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Micheli-Bolognesi Cecilia Semplici. Questi solo alcuni dei nomi che hanno preso parte all’iniziativa.

Nel corso della serata il Tirreno, rappresentato dal capocronista Alessandro Guarducci, è stato pubblicamente ringraziato da Giorgio Arpesani «per l’attenzione costantemente rivolta verso la Fondazione Rosso come Pippo e la sua attività». Tutto l'evento si è svolto nello spirito e nel rispetto delle parole chiave della breve vita di Pippo: impegno, sport, determinazione, allegria, sorriso, condivisione. Come ricorda una frase in calce al sito di "Rosso come Pippo", citazione di Michael Jordan: "Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci". Questo è il mood che spinge tutto il lavoro della famiglia Arpesani concentrata sul ricordo di Filippo e circondata dall’affetto dei tanti giovani amici.

L'appuntamento annuale con la cena in rosso si colloca in una serie di iniziative dell'associazione anche per farsi conoscere dalla città (annunciata anche un’opera di sensibilizzaione tra i giovani contro l’uso dell’alcol) e fa seguito a quella del 28 agosto quando la rotatoria tra il viale Italia e via dei Pensieri è stata intitolata a Pippo e adottata dalla Fondazione, in collaborazione con la cooperativa agricola Il Carro e il patrocinio dell'amministrazione comunale di Livorno. «Un modo per ricordare sempre il nostro Pippo - dice Giorgio Arpesani - ma anche un’azione utile per il decoro della nostra bellissima città». Poi il commovente abbraccio degli amici di Pippo a mamma Francesca e il saluto al settembre 2021.

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di Redazione web