Gioco
Morì in discoteca a 19 anni: si attenua la responsabilità della titolare del locale
Livorno: la procura chiude le indagini, ma la posizione della 48enne Antonietta Abruzzese resta comunque ancora al vaglio dei magistrati
LIVORNO. La procura di Firenze ha chiuso le indagini per la morte di Erika Lucchesi, strappata alla vita lo scorso 20 ottobre a soli 19 anni dopo un malore accusato alla discoteca Mind di Sovigliana, a Vinci. Poco prima di sentirsi male aveva assunto ecstasy, come accertato dall’inchiesta. Adesso il pm Fabio di Fizio ha emesso un avviso di conclusione delle indagini nei riguardi del ventottenne tunisino accusato di essere l’uomo che le avrebbe venduto la droga, Emir Achour, e di uno degli amici della giovane, il ventunenne Matteo Nerbi, che quella sera si trovava in discoteca con lei. L’atto della procura è precedente a un eventuale richiesta di processo.
Entrami gli indagati sono accusati in concorso di spaccio di sostanze stupefacenti e di morte in conseguenza di altro reato. Stralciata, ma ancora al vaglio degli inquirenti, la posizione di Antonietta Abruzzese, la quarantottenne titolare della discoteca, finita anche lei fin da subito sul registro degli indagati: per lei al momento non è stato emesso alcun avviso di conclusione indagini. La chiusura dell’inchiesta arriva a poco più di un mese dall’arresto del pusher tunisino che, sebbene identificato dai carabinieri fin dalle prime fasi delle indagini, si era reso irreperibile.
Quella notte c’era anche lui tra i 700 giovani che affollavano la pista da ballo. Non è chiaro se Erika e il pusher si siano incontrati o se lui le abbia fatto avere le pasticche attraverso un amico. Tuttavia, le avrebbe venduto almeno quattro pasticche di ecstasy marchiate “Chanel”. È stata Erika, poco prima di sentirsi male, a confidare a un’amica di aver acquistato la droga e di aver ingerito quattro pasticche. I testimoni raccontano che non appena si è sparsa la notizia del malore, il pusher avrebbe iniziato a regalare ecstasy a tutti i giovani presenti sulla pista, in modo da uscire dal locale pulito in caso di controlli. La sua presenza quella notte è confermata anche dalle telecamere. —
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