Gioco
Effetto Venezia, il bilancio del sindaco: «Festa perfetta grazie ai livornesi e a una grande organizzazione»
Luca Salvetti, gli assessori e la direttrice artistica si dicono soddisfatti: «Tanta gente ma sparsa, l’emergenza è stata gestita bene»
LIVORNO. Effetto Venezia, la grande kermesse livornese ai tempi della post pandemia: un’edizione davvero straordinaria, sul cui svolgimento in molti non avrebbero scommesso, impensabile solo pochi mesi fa, quando le feste erano vietate anche in casa tra amici. In una conferenza stampa è stato illustrato il bilancio della trentacinquesima edizione. I numeri sono messi sul piatto dalla direttrice artistica Francesca Ricci. Vediamoli nel dettaglio: 13.000 biglietti prenotati per un giro di spettatori totali che supera i 16.000 seduti. Le interazioni social 130mila, i contenuti sui social sono stati mostrati al pubblico un milione e 800mila volte, 300 mila persone raggiunte, quelle raggiunte con eventi specifici 150mila. Il tempo medio di permanenza sul sito è stato di 3 minuti e 3 secondi, 65% in più rispetto allo scorso anno. Pagine viste del sito 334 mila, 38,31 % in più.«Hanno lavorato circa 220 persone, impegnate nelle varie mansioni. E 45 associazioni artistiche che a loro volta hanno coinvolto un numero elevatissimo di altri artisti».
L’importanza dell’aspetto digitale: «Il sito ha permesso le prenotazioni, consentendo agli utenti di decidere cosa andare a vedere. Le piazze sono state sempre piene e laddove si fosse presentata qualche sofferenza, eravamo in grado di monitorare , pubblicizzare i posti vuoti , intervenendo in tempo reale» speiga la direttrice artistica.In sala consiliare, lo stato maggiore dell’organizzazione, con in testa il sindaco Luca Salvetti, è avvolto da un alone di felicità, soddisfazione, e voglia di raccontare la quiete dopo la tempesta. Perché mettere in piedi Effetto Venezia, non è stato facile, ci sono voluti sessanta giorni intensi di lavoro, lacrime e sangue. E adesso, a cose fatte, l’adrenalina ha lasciato il passo alla sensazione di aver fatto bene il proprio dovere.«A chi ci ha fatto i complimenti per il coraggio - afferma Salvetti - dico che stavolta il coraggio c’entra poco; è stata consapevolezza della capacità organizzativa dell’amministrazione, la fiducia nell’atteggiamento responsabile dei cittadini ad aver fatto la differenza. Nella mostra di Modigliani decidemmo senza certezze. Quello fu coraggio. Qui sapevamo di poter gestire l’afflusso. Sperimentando una nuova organizzazione dell’evento. Col cittadino che vede lo spettacolo in tranquillità, mentre gli anni scorsi per vedere i concerti occorreva quasi lo scontro fisico, magari persone più fragili finivano per rinunciare senza la certezza di un posto a sedere. E poi allargare tutto, aumentare le piazze, ha reso tutto meno caotico».
Salvetti non riesce ad individuare aspetti negativi, e respinge al mittente la critica secondo la quale «c’era poca gente». «Se avessimo radunato nella Venezia, tutta la gente sparsa per le piazze, lo scenario sarebbe stato come gli anni scorsi».Il sindaco è un fiume in piena. «Dopo Modigliani, la visita del presidente della Repubblica, la gestione del lockdown, la gara remiera e la prossima apertura delle scuole, con Effetto Venezia, Livorno ha dimostrato di sapersi rapportare con le situazioni d’emergenza; e per questo devo ringraziare coloro che hanno operato in maniera impeccabile.Non hanno sbagliato niente, specie in fatto di sicurezza, argomento per il quale ero particolarmente in tensione. La sicurezza vuol dire rinunciare ad una serata per allerta meteo. Decisione che dà ancora più forza alle scelte iniziali». Segue una lista di nomi e cognomi, lunghissima. Stavolta anche l’assessore Simone Lenzi, indossa il suo sorriso migliore.
«Non ci sono state scommesse, ma una serie di scelte portate alla massima razionalità. Questa situazione non può essere una scusa per rimanere fermi. Siamo riusciti a dimostrarlo tutti insieme. Soddisfatto dei numeri, peraltro molto confortanti, e per il salto di qualità. Ho avuto la conferma : i livornesi nelle situazioni di emergenza danno il meglio».Lenzi ha raccolto impressioni di personaggi di fama, arrivati da fuori.«Sono rimasti stupiti di vedere una città viva, rispetto a Roma, per esempio, che non sa reagire. In queste circostanze la reputazione esce fuori, e si traduce in un indotto economico. Siamo una città che le cose le fa e bene».La parola passa all’altro assessore Rocco Garufo al commercio. «Le chiavi? La pianificazione, che ha richiesto uno studio scientifico, e poi il senso di responsabilità della città. Abbiamo messo in circolo risorse consistenti, andate a favore dei settori più colpiti: commercio e cultura. Uno schema da ripetere, magari a Capodanno». Garufo, pur riconoscendo un calo nel lavoro dei ristoratori del quartiere, evidenzia come questi siano ugualmente soddisfatti. «Hanno comunque lavorato, accettando il sacrificio, per beneficiare altri settori in difficoltà. Altruismo e bellezza».
«Piazza del Luogo pio - conclude Salvetti - è venuta fuori come ce l’eravamo immaginata. Piazza della Repubblica è uno spazio dove si possono organizzare cose di ampio respiro. E in piazza Garibaldi, sede di molte performance artistiche non convenzionali, è accaduto qualcosa di molto particolare, si è respirato uno stile europeo. E, non ultimo, i residenti del quartiere Venezia, hanno vissuto uno stress inferiore rispetto alle precedenti edizioni».
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