Il Tirreno

Livorno

Un vestito di velluto e il profumo dei garofani, così Modigliani risorge nel romanzo di Busonero

Simone Fulciniti
Un vestito di velluto e il profumo dei garofani, così Modigliani risorge nel romanzo di Busonero

Il libro “Père-Lachaise, un disegno cinque franchi. Una storia per "Modì” ha come protagonisti l’artista livornese e la città di Parigi  

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LIVORNO. Père-Lachaise, un disegno cinque franchi. Una storia per Modì. Questo è il titolo del bel romanzo, scritto dal pittore (ma non solo) Graziano Busonero e messo sul mercato dall’associazione Qulture. Con una copertina ispirata al celebre album dei Beatles "Sgt. Pepper", il libro propone una vicenda fantastica, scaturita dalla fantasia dell’artista, subito dopo un viaggio a Parigi, capitale francese. È c’è la tappa obbligata nel famoso cimitero. «Comprai dei garofani rossi - racconta Busonero- e mi avviai verso la tomba di Modigliani. C’era già qualche turista. Ero molto emozionato quando misi i fiori sulla lapide. Poi presi un biglietto e ci scrissi: "Cari amici, Amedeo e Jeanne, i tempi bui sono finiti. Ora tu Dedo, sei nell’olimpo dei grandi dell’arte". Lo rilessi e cominciai a piangere come un disperato, per la forte emozione, quindi lo posai. Restai immobile qualche istante, poi imboccai per l’uscita, passando tra i sepolcri degli altri geni che riposano laggiù: Edith Piaf, Oscar Wilde, Ives Montand, Marcel Proust, insomma, un numero elevatissimo di personaggi, delle più svariate epoche». A quel punto Busonero si fa quella domanda che di fatto dà vita alla sua opera: «Dissi a me stesso: "Pensa se si svegliassero, se tornassero vivi per qualche ora, incontrandosi: cosa succederebbe? " » .

Tornato a Livorno, Graziano Busonero comincia a scrivere, come un fiume in piena. «È buio, un signore vestito di velluto grigio, con un foulard al collo, fuma una sigaretta: guarda la sua tomba, odora i garofani, e poi prende un biglietto, se lo mette in tasca e comincia a passeggiare. Il rumore dei suoi passi sul ghiaino rompe il silenzio. A un certo punto si sente chiamare da qualcuno, un vecchio: "Modì, Modì, non mi riconosci? Sono il dottor Paul Alexandre". Modigliani, allora, sotto una luna meravigliosa che illumina Parigi, chiama a sé la donna della sua vita, Jeanne, e la presenta all’amico ritrovato». È l’incipit di un’avventura che si svolge tutta in una notte e che ha per protagonisti non solo questi giganti del passato, ma anche persone comuni. Nelle pagine del romanzo il tempo si intreccia. «Il gruppo dei "risorti" si fa sempre più ampio - spiega l’autore del libro - e i rapporti tra loro non sono sempre idilliaci. Sopratutto Modigliani tira fuori il suo carattere sanguigno e si scontra con chi lo critica, cominciando con Corot, il grande paesaggista. Arrivano i gloriosi pittori dell’impero. Theodore Giricault, per esempio, e anche con lui volano parole grosse e qualche schiaffo».

La storia continua e ogni minuto che passa si arricchisce di nuovi ingressi eccellenti. Nel frattempo, fuori del cancello, sta passeggiando un gruppo di ragazzi, reduci da una serata di divertimento. Uno di loro viene attratto da qualcosa all’interno, scavalca il muro, seguito da un’amica, e una volta all’interno del Pere Lachaise, si accorge dell’incredibile riunione. E qui avviene il primo contatto tra passato e presente. «Ma Modigliani non è ancora soddisfatto, vuole uscire, rivedere la sua Parigi. E nonostante il parere contrario degli altri, con l’aiuto del ragazzo riesce a scavalcare le mura, seguito da qualche collega». L’avventura prosegue all’esterno, e le pagine scorrono a ritmo forsennato. Insomma, un racconto che scivola via tra colpi di scena e frangenti poetici, con colonna sonora ad hoc, suggerita tra le righe dallo stesso Busonero. E adesso in viaggio per le presentazioni ufficiali.

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di Redazione web