Il Tirreno

Livorno

da domani l’operatività 

Microtunnel, finalmente ripartono i lavori dopo la lunga fase di stop

M.Z.

È l’intervento indispensabile per  spostare i tubi Eni fra Darsena Petroli e raffineria così da poter  allargare il canale d’accesso per entrare dal cuore del porto

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Finalmente è stato riaperto il cancello del cantiere del microtunnel: domani ripartirà l’operatività dei lavori, dice l’Authority.

Come ricorda Palazzo Rosciano, l’opera è costituita da «due pozzi cilindrici, uno ai piedi della Torre del Marzocco e l’altro sulla sponda del Magnale, messi in comunicazione da un tunnel a sezione circolare che passerà in profondità sotto il canale». Una volta realizzata, l’infrastruttura – viene sottolineato – consentirà «la rimozione delle tubazioni che dalla Darsena Petroli corrono sino alla Raffineria Eni attraversando il canale di accesso alla Darsena Toscana, in corrispondenza della Torre del Marzocco». Tradotto: spostando le tubazioni dentro il tunnel, «sarà possibile risagomare il canale, allargandone e approfondendone la sezione navigabile, facilitando quindi l’ingresso e l’uscita delle grandi navi».

“Buona”, sia chiaro, solo perché sblocca una situazione paradossale. Nel conclave di fronte al governatore Enrico Rossi esattamente tre anni fa si ipotizzò la fine dei lavori entro il Natale successivo, poi più realisticamente si indicò il mese di febbraio. Cos’è accaduto? Si è rivelata assai problematica la tenuta idraulica di uno dei due pozzi alle estremità della galleria sotterranea: inutile dire che è partito il contenzioso con la ditta appaltatrice. Il braccio di ferro ha dovuto fare i conti anche col periodo di sostanziale congelamento dell’attività di Palazzo Rosciano in seguito alla decapitazione dei vertici per la temporanea sospensione decisa dal giudice in seguito all’inchiesta sulle concessioni.

Adesso il lungo impasse è finito: l’Authority segnala che «sono infatti stati definiti i rapporti con l’impresa appaltatrice».

L’istituzione portuale segnala che «il nuovo progetto, già approvato dal Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato alle opere pubbliche della Toscana e dell’Umbria, che consente lo scavo in sicurezza del pozzo di recupero sulla sponda del Magnale, prevede la realizzazione di un tappo di fondo con jet grouting e rinforzi metallici, al fine di scongiurare risalite d’acqua dal fondo».

Per il presidente dell’Authority Stefano Corsini è «un passaggio fondamentale per le prospettive a breve termine del porto». Lo ripete lodando «le capacità dei nostri tecnici e dei periti»: sono servite a superare «le tante difficoltà tecniche e amministrative» ed avere «un progetto sicuro, volto a minimizzare i rischi di costruzione».

I tempi? Nel giro di un anno (350 giorni) si concluderà il microtunnel. «A metà 2022 – dicono da Palazzo Rosciano – con la rimozione delle tubazioni dell’Eni dal fondale, il canale di accesso alla Darsena Toscana sarà più ampio e profondo, pronto ad accogliere naviglio di dimensioni sempre maggiori, in attesa dell’entrata in esercizio della Fase 1 della Darsena Europa».

Annunciando la ripresa dei lavori l’Authority ha reso pubblico un cronoprogramma dell’intervento che indica sì 12 mesi per i lavori al microtunnel, poi altri 10 per la posa delle nuove tubazioni da parte di Eni, quindi altri 4 mesi per rimuovere le vecchie condutture. Così che si arriva all’agosto 2022. A fine estate di quell’anno il dragaggio prima della resecazione. I lavori per allargare la banchina mettono in conto 8 mesi per la gara d’appalto e 14 per l’esecuzione e si arriva a metà 2023. Detto per inciso, però, la ripartenza dei lavori anziché domani come accadrà, era stata messa in preventivo per due mesi fa. —



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