Gioco
«Rari, dov’è la valutazione dell’impatto sanitario?»
LIVORNO
«Se Salvetti non adempie alle richieste dei cittadini... No, non voglio nemmeno prendere in considerazione l'eventualità». Così la consigliera comunale della Lega Costanza Vaccaro si schiera a fianco del comitato Livorno Nord e rilancia l'appello degli abitanti preoccupati per il nuovo insediamento della Rari Ireos in via dei Fabbri. «I residenti chiedono al sindaco, in quanto massima autorità sanitaria, la valutazione, prevista per legge, dell'impatto sanitario per la riapertura dell'impianto».
Inizia così un conto alla rovescia di 30 giorni, a seguito dell'invio di un'istanza per avviare le procedure per il rilascio del documento.
Vaccaro torna sulla questione dopo che Salvetti, poche settimane fa, era stato avvicinato da alcuni cittadini in occasione di una sua visita al gazebo del Carroccio. «Gli chiesero rassicurazioni circa i vari procedimenti autorizzativi, preoccupati per i ritardi nella pronuncia di Asl sotto il profilo di potenziale rischio per la salute pubblica (che non è mai arrivata in tempo utile), e per l'assenza – appunto – del suo parere, obbligatorio al fine dell'istruttoria per il rilascio dell'Aia, l'Autorizzazione integrata ambientale. Ma lui continua a indire proclami e a fare orecchie da mercante», attacca la consigliera comunale. Che prosegue: «La preoccupazione dei residenti nasce dall'ipotesi che l'impianto possa trattare un nuovo tipo di rifiuto pericoloso in un territorio in forte sofferenza ambientale e sanitaria». Il tutto in una zona residenziale, a pochi metri dalle case degli abitanti.
Vaccaro si riferisce alla classifica dell'indice di salute compilata da Il Sole 24 Ore, che colloca Livorno (comprese le aree industriali di Stagno e Rosignano) 102 esima su 107 province secondo parametri che includono il tasso di mortalità per tumore e aspettativa di vita, fanalino di coda in Toscana e in Italia. «I cittadini, anche attraverso una raccolta di firme tuttora in corso, chiedono una presa di posizione importante sulla base di forti perplessità. Un sindaco e un'amministrazione dovrebbero sempre farsi garanti in un percorso di chiarezza, e senza quella valutazione si mette potenzialmente a rischio e si vìola il principio di precauzione per la tutela della salute pubblica», insiste la consigliera.
Matteo scardigli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google