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Ecco “Seabin” cestino tecnologico che libera il mare dai rifiuti di plastica

Roberto Riu
Ecco “Seabin” cestino tecnologico che libera il mare dai rifiuti di plastica

In città la sesta tappa del progetto di Coop e LifeGate  L’apparecchio filtra l’acqua e raccoglie la spazzatura

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/ livorno

Raccoglie l’acqua, la depura dai rifiuti di plastica e, così facendo, ripulisce il mare. Il suo nome è “Seabin” ed è un tecnologico cestino mangiarifiuti. È arrivato a Livorno un paio di giorni fa per la sesta tappa del progetto “Le nostre acque”, iniziativa promossa da Coop e LifeGate.

“Seabin”cattura le plastiche fluttuanti di varia natura ed è posizionato nei punti dove il gioco dei venti e delle correnti favorisce l’accumulo di detriti. Ogni “Seabin” riesce a filtrare circa 25mila litri di acqua l’ora e, svuotato periodicamente, in un anno può raccogliere oltre 500 chilogrammi di rifiuti plastici da avviare allo smaltimento.

È di pochi giorni fa la collocazione di un “Seabin” nelle acque del porticciolo del circolo della pesca Nazario Sauro, il cui presidente Enzo Persico ed i soci hanno accettato con entusiasmo di partecipare a questa iniziativa promossa su scala nazionale da Coop e LifeGate, dando vita qui a Livorno alla sesta tappa del progetto “Le nostre acque” che proseguirà toccando Castiglione della Pescaia, Milano, Brindisi, Trieste e Ravenna.

L’installazione odierna è stata eseguita, in particolare, da Coop e LifeGate in collaborazione con Unicoop Tirreno, Regione Toscana ed amministrazione comunale, oltre all’Acquario di Livorno, gestito da Costa Edutainment, dove il dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’ateneo pisano sta eseguendo, a cura della professoressa Maurizia Seggiani, una ricerca sulla degradazione in acque marine di vari tipi di bioplastiche.

«Questa – spiega l’assessora Giovanna Cepparello – è una prova generale per valutare se installare altri “Seabin” nel nostro comune. È chiaro che il “Seabin” non può risolvere i problemi delle plastiche in mare, però credo che abbia un ruolo molto formativo e di sensibilizzazione. Come amministrazione comunale cercheremo di far saper ai cittadini quanta plastica è stata “mangiata” da questo dispositivo. Va, insomma, fatta capire la dimensione del fenomeno che purtroppo è in crescita. Bisogna puntare sul senso civico delle persone».

Sullo stesso concetto è tornato anche il direttore generale di Aamps, Raffaele Alessadri: «Nell’approccio ai rifiuti - ha detto - è fondamentale l’aspetto culturale. Lo dico sempre: i rifiuti non sono un problema tecnico, sono un problema culturale. E questo progetto assomma in sé gli aspetti di miglioramento dell’approccio culturale con la gestione dei rifiuti».

Piero Canova, direttore generale di Unicoop Tirreno, ha dal canto suo ricordato l’attività di sensibilizzazione ambientale svolta come grande distribuzione organizzata, mentre Giovanni Raimondi, biologo dell’Acquario di Livorno ha sottolineato come «il cambiamento di una società parte dal singolo cittadino, ma il cittadino per cambiare ha bisogno di forti motivazioni legate alla sua vita quotidiana, per vedere nell’immediato gli effetti del suo cambiamento. Ecco che proteggere l’ambiente e il mare, in senso generale, deve partire dal proteggere il mio ambiente, il mio mare, quello che vedo e vivo ogni giorno sentendo nel cuore quanto è importante per me iniziare ad adottare buone pratiche per la sua protezione».

Renata Pascarelli, direttrice qualità Coop Italia, ha quindi illustrato l’esperienza e le prospettive di “Seabin”: «Siamo a Livorno ed a Castiglione della Pescaia per posizionare due dei venticinque “Seabin” che ci siamo prefissati nella campagna “Le nostre acque”. E ringraziamo il circolo della pesca Nazario Sauro che gestirà questo dispositivo piccolo, ma efficace. Collegato alla corrente elettrica, “Seabin” filtra l’acqua, 24 ore su 24 e, se posizionato correttamente, trovando il punto di accumulo, trattiene le plastiche, le microplastiche e pure le microfibre. Ci sono “Seabin” che vengono svuotati più volte al giorno». —

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