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Morì in scooter a 18 anni, gli amici adottano un’aiuola per ricordare “Pippo” Arpesani
A quasi due anni dalla tragedia, la Fondazione che porta il suo nome si occuperà dello spazio tra viale Italia e via dei Pensieri: «È il nostro regalo alla città»
LIVORNO. L'azzurro come il mare, il giallo come il sole, il verde come la macchia mediterranea; e il rosso, rosso come Pippo. L'11 settembre saranno due anni esatti dalla tragica scomparsa di Filippo "Pippo" Arpesani, 18enne livornese che perse la vita in un incidente stradale in via delle Sorgenti. Il 10 gennaio 2019 si è costituita la fondazione Rosso come Pippo, nata dal desiderio di trasformare un vuoto in un grande pieno: far sì che l'energia che Filippo ha lasciato si concretizzasse e che in sua memoria venisse realizzato qualcosa di bello e positivo. Ed è così che ieri la Fondazione e la cooperativa Il Carro hanno donato alla città i nuovi arredi floreali della rotatoria all'incrocio tra viale Italia e via dei Pensieri, creata in quello che era uno degli incroci più pericolosi del lungomare.
«Abbiamo scelto questo luogo perché ci piaceva, perché rappresenta l'accesso a Livorno dal mare, e perché Filippo ci passava sempre col motorino», racconta Giorgio Arpesani, padre di Filippo e presidente della Fondazione: «L'idea è nata da un gesto di amicizia con la Cooperativa. Daniele (Felci, presidente de Il Carro; ndc) ci ha presentato il progetto e ci è piaciuto subito, e noi come Fondazione saremo felici di collaborare al suo mantenimento». Carex, dasylirion (il "cucchiaio del deserto"), escallonia, gazzania marittima, lantana selloviana, lavanda pennata, phormium, prostrato, rosmarino e solanum; e tre grandi spicchi cerulei composti da frammenti di vetro. «Sono piante autoctone che vanno dall'aromatico all'officinale, scelte per resistere allo stress dei venti di mare e di tramontana che insistono su questa rotatoria e per racchiudere i colori di Livorno», spiegano Daniele Felci e Stefania Piazza, autrice del progetto: «Questa rotonda è il nostro regalo alla città, un benvenuto a chi arriva e un arrivederci a chi passa di qua». Solare e tenace come quel ragazzone con barba e capelli di un rosso acceso sempre amico di tutti, sempre positivo.
«Tutte le volte che passi da qui pensi a lui, che è stato un grande compagno e uno spirito libero. Ci ha lasciato dei ricordi incancellabili», confessano Simone Aquilini, Nico Antonini, Giorgio Gori e Leonardo Ferrara in rappresentanza di tutti i coetanei nei quali Filippo ha tramandato una netta traccia di amore, in tutte le sue forme, e che da ieri hanno un luogo in più (oltre a quello che è loro soltanto) per mantenere viva la sua memoria. L'opera è senza scopo di lucro e «rappresenta una buona pratica di cittadinanza attiva arricchita dall'attenzione al valore sociale», applaude l'assessora all'ambiente e alla mobilità Giovanna Cepparello, che poi aggiunge: «Per il Comune di Livorno è un vanto collaborare con la Fondazione». Il 1° settembre infine la fondazione Rosso come Pippo si riunirà per l'ormai consueta "cena in rosso" allo Chalet della Rotonda. Sarà l'occasione per raccogliere fondi destinati all'autofinanziamento e fare un resoconto delle iniziative: «Purtroppo quest'anno il Covid-19 non ci ha permesso di realizzare più di tanto, ma ci rifaremo», conclude Arpesani. L'obiettivo è sempre quello di aiutare i ragazzi e le ragazze adolescenti attraverso l’avviamento allo sport o con eventi di formazione e orientamento. Sempre nel ricordo e con l'energia di Pippo.
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