Il Tirreno

Livorno

Tutta Livorno piange Alberto Cavallini, simbolo del cantiere e paladino degli operai

Stefano Taglione
Alberto Cavallini
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Alberto Cavallini

Livorno: aveva 75 anni e si è spento dopo aver combattuto contro una malattia. La moglie: «Se qualcuno aveva bisogno di aiuto, lui c’era sempre» 

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LIVORNO. Per decenni è stato il punto di riferimento degli operai del cantiere Orlando, quando ancora era targato Fincantieri. Era il loro portavoce, il principe dei sindacalisti. Al loro fianco in ogni battaglia. Come collega, sindacalista e poi da consigliere comunale. «Amato e benvoluto anche da chi non la pensava come lui», dicono alcuni dipendenti dell’epoca, ricordando che avrebbe preferito rimanere in seno all’azienda statale anziché passare alla cooperativa.

Livorno è in lutto per la scomparsa di Alberto Cavallini, 75 anni, consigliere comunale durante l’era Lamberti (nel 1999, in quota Democratici di sinistra) e gestore del circolo navale Orlando, che ora porterà avanti in suo nome la moglie Laura Donati. Lo ha fondato lui, quello che un tempo era solo un bar per i dipendenti. Per 20 anni ha portato avanti il locale, simbolo degli operai, aprendolo all’esterno, facendolo diventare un punto di ritrovo e occupandosene in prima persona.

Cavallini, oltre alla moglie Laura, lascia la figlia Silvia e una nipote. Si è dovuto arrendere a una malattia contro la quale stava lottando da tempo, ma ha condotto fino all’ultimo una vita normale, prendendo parte ad alcuni viaggi organizzati e uscendo a cena con la famiglia. «Mio marito era un grande – lo ricorda così, fra le lacrime, la coniuge – e ha fatto del bene a tutta Livorno, sia quando era dentro il cantiere, sia da fuori. Se qualcuno aveva bisogno di aiuto, Alberto c’era sempre».

Da giovane era stato un promettente mezzofondista dell’Atletica Livorno. Appassionato naturalmente di nautica, e come non poteva esserlo uno come lui, dopo essersi specializzato come sommozzatore nella Marina militare, a 18 anni è entrato al lavoro in Fincantieri, prendendo il posto del padre Carlo Cavallini, anch’egli dipendente dell’azienda statale. Era palombaro, da ultimo marinaio, e insieme ai colleghi sommozzatori ha costruito una delle banchine interne degli attuali cantieri Benetti. Ha partecipato ai tantissimi vari delle navi, visto che spesso era proprio lui a organizzarli in prima persona, conoscendo in occasione delle inaugurazioni anche il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Con la nuova proprietà privata, però, non ha mai lavorato: nel 2000, quando c’era ancora la cooperativa, è andato in pensione con 39 anni e mezzo di carriera. «Era il 31 dicembre – afferma la moglie – Lui non era contentissimo dell’abbandono di Fincantieri, perché pensava che sotto l’azienda di Stato ci fossero maggiori sicurezze per tutti gli operai. In ogni caso, quando il presidente era Massimo Serafini, tornò subito a lavorare come marinaio, con un contratto di collaborazione esterna, visto che era già in congedo. Poi, quando la società è fallita, gli chiesero se voleva gestire il bar. È da 20 anni che portiamo avanti il circolo nautico Orlando, lo abbiamo aperto a tutti i fruitori possibili, e compatibilmente con ciò che verrà deciso a livello di concessioni demaniali in quella zona andremo avanti e lo gestiremo in suo nome, proprio come voleva lui».

Come sindacalista era nella rappresentativa interna della Uil e ha guidato le trattative per il passaggio da Fincantieri alla cooperativa, infine a Benetti. Pronto a dare una mano a chi aveva bisogno, ha continuato una volta in pensione a seguire le vicende della nautica livornese. Mettendo a servizio di tutti la sua lunga esperienza e la grande cultura che lo ha sempre caratterizzato. «Sapevi sempre come la pensava, nel bene o nel male, non faceva mistero di niente – lo ricorda un collega di lavoro dell’epoca – ed era pronto sempre a darci una mano. Spesso discuteva anche animatamente con le persone, ma chi non la pensava come lui non poteva far altro che ammirarlo perché era un uomo franco e onesto, vero. Ci mancherà moltissimo: era un pezzo di storia della nautica e in generale della città di Livorno». Il funerale si terrà oggi, alle 15, alla camera mortuaria dell’ospedale. —
 

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