Gioco
Premiato Anguillesi il sub-scalatore con Livorno nel cuore
Il 41enne sommozzatore è stato ricevuto dal sindaco La sua passione è scalare montagne collezionando imprese
LIVORNO
Paura non ne ha. La sua vita è fatta di adrenalina. Le imprese sono il suo pane, il suo stimolo, la sua ragione di vita. Dall’acqua alla montagna: questo è Alessio Anguillesi, sommozzatore di professione e scalatore nel tempo libero. Ieri mattina il sindaco, Luca Salvetti, ha incontrato Anguillesi a Palazzo comunale, e gli ha donato una pergamena come riconoscimento per le imprese effettuate.
“Ad Alessio Anguillesi, per le sue imprese colorate di amaranto”, c’è scritto sulla pergamena donata da Salvetti.
Alessio Anguillesi, 41 anni, sommozzatore di professione, nonostante si sia cimentato nelle scalate da sei anni, ha ottenuto risultati importanti e si è arrampicato sulle più alte vette italiane e mondiali. E quando arriva a toccare il cielo con un dito, come ricordo e impronta del suo passaggio lascia una sciarpa amaranto. In Italia, Anguillesi ha scalato due volte il Monte Bianco, il Cervino, il Gran Paradiso, il Monte Rosa, il Gran Zebrù e le due vette di 4000 metri Castore e Dente del Gigante. Alessio Anguillesi è il primo alpinista livornese ad avere scalato così tante montagne. Salvetti gli ha chiesto i suoi prossimi obiettivi, e lui ha risposto: «Himalaya, l’Alpa Maio in Perù e un monte in Alaska».
Alessio Anguillesi - che è stato uno dei primi a immergersi dopo il naufragio della Costa Concordia - è costantemente alla ricerca di nuove avventure da vivere, sempre più esaltanti e complesse.
Nel febbraio scorso ha fatto tappa in Argentina, dove, in compagnia di un manipolo di eroi incontrati sul posto, è riuscito a raggiungere la vetta dell’Aconcagua, che con i suoi 6.962 metri è la massima cima della cordigliera delle Ande, il rilievo più alto dell’emisfero australe e delle americhe, tanto da figurare nell’elenco delle vette più alte di ogni continente: il Seven Summit. Alessio, reduce da sette mesi di inattività, per un incidente occorsogli durante un’uscita in snowboard, non ha saputo resistere al richiamo della scalata, e, una volta capito che avrebbe potuto riprendere l’allenamento, ha deciso, senza ripensamenti, di provare l’impresa. Com’è finita? Con una sciarpa amaranto in vetta all’Aconcagua. —
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