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Più diritti per i disabili Il grido di Fattori, Gariano e Zagaria
«La soluzione è l’assistenza domiciliare e non gli istituti», dice Tommaso Fattori, candidato presidente di Toscana a Sinistra alle prossime elezioni regionali, durante la conferenza stampa di ieri mattina a Marina di Cecina.
Con lui in Terrazza dei Tirreni erano presenti i due aspiranti alla carica di consiglieri regionali, Vincenza Zagaria per il collegio di Livorno e Luigi Gariano per quello di Pisa. Disabili che da anni ormai combattono affinché i diritti e la dignità vengano rispettate.
Oggi saranno in Regione a Firenze per un incontro che non può essere rimandato. L’obiettivo è ottenere altri due milioni e mezzo da aggiungere a quelli già deliberati per azzerare le liste di attesa e offrire a 300 diversamente abili la possibilità di accedere al Progetto vita indipendente.
«Sono orgoglioso – ha detto Fattori – che Zagaria e Gariano condividano la mia battaglia di civiltà. Sono cinque anni che portiamo avanti numerose proposte. Servono fondi, la Regione vanta un bilancio di miliardi. Il consiglio è stato occupato per nove giorni e altre iniziative sono state intraprese nel corso del tempo affinché la lotta alle disuguaglianze proseguisse senza interruzioni. La strada da percorrere è senza dubbio quella del co-housing, ossia del vivere sostenibile nel proprio ambiente con la dovuta assistenza e non, certo, i 240 posti della Rsa in costruzione a Cecina. Una scelta contraria alla moralità, un modello di gestione sbagliato che relega i diritti delle persone al secondo posto, dopo i ricavi e i profitti. Occorrono invece i servizi familiari».
Gariano e Zagaria, rappresentanti del Movimento rivoluzione umana, spiegano che non accetteranno più la politica dell’egoismo e chiedono ai giovani di votare. Il sistema, insomma, va cambiato, per creare le giuste condizioni di vita dentro alle città e non ai margini.
«Le residenze sanitarie assistenziali e gli altri istituti – hanno affermato – non sono l’unica risposta. Diciamo basta al potere che appartiene alla Lega e al Pd e allo stato di sofferenza cercando il dialogo e le pari opportunità. Per azzerare le liste di attesa servono almeno cinque milioni di euro. Rifiutiamo gli istituti perché negano l’individualità. Devono ascoltarci, la campagna elettorale non c’entra niente. Le persone non devono essere rinchiuse, hanno diritto al domicilio e alla dovuta assistenza in ambienti accessibili e non discriminanti. Ci siamo candidati al consiglio perché crediamo in Tommaso Fattori». –
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