Gioco
Lega: «Troppo disinteresse per la sanità e basta code sotto il sole fuori dal distretto»
LIVORNO
«I cittadini, per la maggior parte anziani, sono costretti a lunghe code in piedi sotto il sole d’agosto per entrare nel distretto di Fiorentina. Sintomo di disinteresse e disattenzioni inaccettabili da parte delle istituzioni», tuona il consigliere comunale della Lega, Alessandro Perini.
«Basterebbe contingentare l’ingresso alla sala di attesa, fuori qualche sedia in più e magari bottigliette d’acqua da distribuire a chi aspetta», prosegue. Stringono in pugno la classifica della salute de Il Sole 24 Ore i due candidati alle regionali Roberto Biasci e Giulia Pacciardi, così come il collega consigliere di Livorno, Carlo Ghiozzi.
Pacciardi punta il dito su «una gestione disastrosa della sanità da parte della Regione, che ha portato Livorno agli ultimi posti in Toscana anche per numero di medici in rapporto alla popolazione», e sulla «mancanza di presìdi vicini ai cittadini».
In ottica elettorale condanna poi «un sistema che spesso promuove per appartenenza politica invece che per merito», e poi elenca a colpi di “mai più”: «Mai più code infinite né qui né al padiglione 7. Mai più – dice Pacciardi – punti nascita lontani dal territorio, o fra qualche anno sulla carta d’identità saremo tutti pisani». Biasci aggiunge: «Fui uno dei primi a farmi sentire in consiglio regionale, specialmente sul virus New Delhi la cui esistenza fu taciuta alla stampa per lungo tempo». Ecco perché «i livornesi non si fidano della sanità cittadina, infatti siamo primi per l’ “emigrazione sanitaria” verso altre città», spiega Ghiozzi, che poi attacca il sindaco. «Il progetto dell’ospedale monoblocco – afferma – è spuntato fuori in un mese durante il virus? Salvetti non parla di sanità del territorio mentre il presidio di via del Mare crollava perché costruito con mattoni in sabbia, e intanto i livornesi si ritrovano a pagare il buco da 400 milioni dell’Asl di Massa con cui siamo stati forzatamente accorpati. E a Fiorentina basterebbe concedere un po’ di suolo pubblico per mettere qualche panchina». Quando gli esponenti della Lega entrano nel distretto per affrontare la questione, non riescono a parlare con alcun responsabile. —
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