Gioco
Il Partito Comunista Italiano «Noi la vera svolta a sinistra»
Alla Terrazza Mascagni la presentazione dei candidati con il leader Marco Barzanti «Le privatizzazioni stanno prendendo il sopravvento sul pubblico, così non va»
livorno
Il Partito Comunista Italiano ha presentato ieri mattina al gazebo della Terrazza Mascagni la propria squadra.
Sette i candidati per il collegio di zona, che vanno dal grossetano Marco Barzanti, in corsa come governatore, segretario regionale del partito e membro nazionale, al pisano Patrizio Andreoli, organizzatore nazionale, cresciuto però politicamente all’ombra dei Quattro Mori, ai livornesi Antonio Caprai, ex dipendente del Cnr con incarichi nel settore della vulcanologia, Cesare Braccini (un passato anche come vice presidente Aamps) e Paola Trusendi, per terminare con le cecinesi Simonetta Friani e Nadia Lambardi. Ieri erano presenti solo i candidati uomini, le candidate erano impegnate.
La parte del leone la fa proprio Barzanti, che in pratica snocciola in pochi minuti i temi più sensibili sui quali intende fare leva sull’elettorato. «Serve essere più a sinistra per dare una svolta agli ultimi 30 anni di immobilismo. Stiamo somigliando sempre più – dice – ai paesi in cui le privatizzazioni prevalgono sul pubblico». Va avanti. «Tutti i redditi sotto i 30mila euro devono fruire di sanità completamente gratuita. Oltre, progressivamente, un ticket. Abolire l’intramoenia. Di fatto, in quel modo si porta il cittadino a pensare che la sanità è privata. Sembra quasi che le liste di attesa lunghe e i tempi che si accorciano pagando per la prestazione, siano fatte proprio per quel motivo. Incentivare le visite a pagamento, alimentando il mercato del privato e del convenzionato. Abbiamo verificato che ci sono medici che per quel servizio, fatturano dai 300 ai 700 mila euro l’anno. Oltre allo stipendio. Mi domando: quanto stanno, essi, al servizio del più povero? Anche in Toscan – prosegue Brazanti – vanno migliorate tante cose, investendo nelle strutture, nei macchinari, nei medici e negli infermieri. Che non sono necessari solo quando c’è il Covid. Rossi ha tagliato 2600 posti letto. Un taglio da 600 milioni, non reinvestiti nella sanità».
Brazanti poi tocca i trasporti e la scuola, «I treni costano sempre di più anche per pendolari e studenti», ma anche la questione dei porti di Livorno e Piombino, «i due scali – dice – devono essere diversificati e potenziati con rete stradale e ferroviaria», e la questione dei diritti dei lavoratori, «la Regione che possa entrare con capitale pubblico nelle società meritevoli che abbiano con i lavoratori un rapporto serio e corretto. Chi non paga non deve essere aiutato». Infine, sul turismo: «Non solo una Firenze congestionata da milioni di visite, ma rendere appetibili le altre meravigliose zone». Chiusura sull’ambiente e stoccata per Giani. «Sui rifiuti, niente mega inceneritore a Stagno, ma cicli virtuosi con trattamenti a freddo. Siamo pronti a difendere con i carri armati, il rispetto per la natura e la salute dei cittadini». –
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