Gioco
Silp: più di 90 agenti impegnati per il tour di Salvini in provincia
livorno
Gli agenti di polizia sono costretti a veri e propri tour de force da anni. E la situazione attuale non fa altro che rendere ancora più pesante una situazione già al limite. Il problema emerge in una conferenza stampa organizzata da un sindacato di categoria, in uno dei locali della Questura in viale Boccaccio. I rappresentanti livornesi del Silp (Sindacato italiano lavoratori polizia) organizzazione autonoma riconosciuta dalla Cgil. Bastano pochi secondi e si comprende il grido d’allarme lanciato da Luca Filippi e Nicola Bertucci (nella foto). «Ogni estate si fanno i conti con una presenza massiccia di turisti specialmente a sud della provincia di Livorno, una popolazione che cresce fino a 5 volte rispetto a quella invernale - esordisce Filippi- e questo fenomeno attrae chi ha intenzione di consumare furti nelle abitazioni in affitto». Ecco un primo pesante sovraccarico dei commissariati locali. «Adesso ci sono altri elementi concomitanti che rendono tutto più difficoltoso – riprende Lo stesso Filippi – come la campagna referendaria e delle elezioni regionali. Stiamo assistendo alle passerelle di Salvini nel nostro territorio, così come in passato quelle di Renzi ad esempio. Non è questione di colori politici, o di dar seguito alla polemica sulla falsa notizia dei cani mangiati dai migranti a Lampedusa. Il punto è che il nostro lavoro , che consiste nel dare sicurezza quotidiana alla gente comune, è sacrificato sull’altare di chi cerca con un tour elettorale consensi per la prossima tornata prevista in settembre». Lo sfogo non s’arresta, perché entra in gioco il terzo elemento: il Covid. «Si chiede alle forze dell’ordine di essere severe, applicare le norme previste, ma la tendenza è quella poi di soprassedere agli assembramenti in occasione di eventi politici. E i cittadini che devono rispettare le regole, si domandano e ci domandano perché ci siano figli e figliastri. Abbiamo difficoltà nel trovare una risposta credibile, a volte si liquida tutto con la questione dell’ordine pubblico. La coscienza però suggerisce che forse l’ordine pubblico non sta un gradino sopra la tutela della salute di tutti».
«La settimana scorsa - aggiungono i sindacalisti -, fra San Vincenzo e Piombino, ci sono stati 50 agenti del reparto mobile e una quarantina dei vari commissariati distolti dalle attività al servizio del cittadino, che vanno dalle mansioni di ufficio alle attività delle volanti, e spostati per servizio “passerella” di politici». Una denuncia di chiaro disagio «con l’aggravante che non abbiamo diritto di sciopero come tante altre categorie di lavoratori». Bertucci avalla e aggiunge. «Ora c’è anche Effetto Venezia, ma la faccenda si fa seria e pensiamo che non ci sia via d’uscita. È costantemente emergenza, siamo sotto pressione, non diamo un prodotto ma un servizio e lo stress può incidere sulla qualità, e il ritmo dei turni non aiuta. Abbiamo manifestato il disagio anche al capo della Polizia e speriamo di essere ascoltati». —
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