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Mascherine, se lo Stato c'è batta un colpo

Cristiano Meoni
Mascherine, se lo Stato c'è batta un colpo

Il commento / Tutti insieme spensieratamente col naso scoperto: dove sono i controlli promessi?

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Cammino, vedo (e vi dirò presto cosa). E ricordo. Ricordo che solo tre mesi fa pensavamo che non ci sarebbe stata l’estate. Ricordo lo choc dei gabbiotti in plexiglass in cui volevano rinchiuderci in spiaggia, le bolle, i separé.

Temevamo che il 2020 sarebbe stato un anno zoppo, con tre sole stagioni: l’inverno della normalità, la primavera della quarantena e l’autunno della speranza. Pensavamo che le spiagge non avrebbero riaperto, che i ristoranti non sarebbero stati più quelli dove era piacevole passare una serata, che discoteche e ritrovi avrebbero saltato un turno fino al 2021: “In prigione senza passare dal via” come in un imprevisto del Monopoli. È andata bene, l’estate poi l’abbiamo fatta e non è stata malaccio, dai, salvo alcune scocciature.

Stop. Smetto di ricordare, apro gli occhi e vedo. È un venerdì sera, centinaia di persone sono ammassate davanti a un palco di aspiranti miss. Sono quasi tutte sotto i trent’anni, quasi tutte senza mascherina. Stessa scena negli altri punti della movida. E mi arrabbio.

«Guarda babbo che la mascherina non la mette nessuno». Ma come? E i controlli? «Mai visti». Mai.

È come se stessimo andando a fari spenti verso un baratro. E quel che è incredibile è che ci stiamo andando con consapevolezza. Non bastano le curve dei contagi in crescita? Le notizie che arrivano dai Paesi vicini? Portare una mascherina quando non siamo in grado di mantenere la distanza di sicurezza è così insopportabile? È conculcare la libertà?

Vorrei che lo Stato difendesse i cittadini che stanno alle regole. Perché se ci sarà una nuova quarantena, non rinchiuderanno in casa solo i “cattivi”, toccherà a tutti. Dunque, prefetti, sguinzagliate i controlli, date fondo alle idee anche se le risorse sono limitate (i militari, perché no?). Dimostrate che lo Stato esiste non solo quando c’è da multare un’auto in divieto di sosta.

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