Gioco
L’organizzazione è ok Poca la gente in giro ma è tutto esaurito negli spazi spettacolo
L’idea di diluire gli eventi in tutto il centro sta funzionando bene Garufo soddisfatto: «Grazie ai cittadini per il senso di responsabilità»
L’INTERVISTA
Effetto Venezia sembra essere partita col piede giusto, anche sul fronte del rispetto delle misure anti-Covid. Il percorso per giungere all’obiettivo è stato accidentato, tortuoso e rapido. Pertanto, aver debuttato con un buon risultato è motivo di soddisfazione. Tra coloro che hanno lavorato per la riuscita dell’evento, c’è l’assessore al commercio e turismo, Rocco Garufo.
Assessore, allora com’è andato l’esordio?
«Nel complesso l’organizzazione che ci siamo dati per il controllo di piazze e assembramenti ha dato i frutti sperati. Un lavoro facilitato dal senso di responsabilità che tanti cittadini dimostrano di avere. Ed è un supporto davvero importante. Sono questi due elementi ad aver fatto la differenza».
Cosa può e deve migliorare, di qui alla fine della kermesse?
«L’aspetto dei controlli può essere più serrato, nonostante, come detto, il personale ai varchi sia stato molto attivo. C’è da tener presente che nel weekend l’affluenza aumenta e di conseguenza occorre innalzare la soglia dell’attenzione».
Diluire la manifestazione in tante piazze, una scelta azzeccata. Potrebbe indicare una via nuova per il futuro?
«Vediamo. Le cose che funzionano bene non sono per liquidarle a cuor leggero. E, in questo caso, credo che il ragionamento sul ripresentare un progetto simile, sia più che doveroso».
In Venezia c’era meno gente in giro per le strade e c’è chi ha parlato di flop.
«Le polemiche fanno parte del gioco. In parte hanno ragione: l’afflusso non è stato elevatissimo, ma neppure scarso. Bisogna considerare che tutti i luoghi di spettacolo erano sold out e non mi sembra una circostanza trascurabile; anzi direi che ha un profondo significato».
Come ha trascorso la prima serata della festa?
«Sono rimasto intorno a piazza del luogo Pio, e poi sono andato in giro per capire se esistevano situazioni di criticità. Ho fatto una scelta precisa: non andrò a vedere nessuno spettacolo. Non perché non mi piacciano le proposte, ma per lasciare un posto disponibile in più alla cittadinanza che se lo merita».
Vi siete sentiti con gli altri membri dell’organizzazione?
«Ci siamo scambiati le nostre opinioni a caldo, in chat e al telefono. C’è un senso diffuso di piacere, anche perché le preoccupazioni erano alte e la situazione è stata ben gestita. Speriamo di proseguire allo stesso modo».
Qualche tavolo vuoto ai ristoranti …
«Questo è tutto da valutare, impressioni empiriche: forse all’inizio, ma col passare del tempo i ristoranti hanno iniziato a lavorare. Certo non c’era la calca immensa, ma, vista la situazione, è stato meglio così. Comunque ho notato parecchia gente ai tavoli, e in alcuni casi anche rotazioni».
Un consiglio alla cittadinanza per le prossime serate?
«I soliti: mettere la mascherina ed evitare gli assembramenti. Ripetitivi, ma fondamentali».
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