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False fatturazioni per 600mila euro Sono 12 i denunciati dalle Fiamme gialle
Tutto è partito dalle verifiche su un’impresa edile di Livorno Scovati atti e documenti fiscali per lavori mai realizzati
LIVORNO
Fatture false. Per lavori che, nella realtà, non erano mai stati eseguiti. O che erano stati eseguiti in modo del tutto diverso da quanto veniva dichiarato. Nei guai è finito un cittadino di origine albanese, nato nel 1974, residente a Livorno, a capo di un’impresa edile che, sulla carta, appariva di modeste dimensioni. Denunciate alla procura della Repubblica anche altre undici persone, quattro italiani e sette albanesi.
La Prima compagnia della guardia di finanza di Livorno, guidata dal capitano Antonio Stabile, nell’ambito di un accertamento, si è insospettita quando, nell’azienda dell’imprenditore 46enne, ha reperito una documentazione fiscale confusa e “mischiata”, quasi a voler nascondere alcuni movimenti. La ditta, pur risultando attiva nei lavori edili e di muratura, presentava dati contabili che manifestavano una ridotta capacità produttiva, con alti ricavi e costi irrisori.
La finanza ha scoperto quindi che l’azienda del 46enne denunciato per occultamento di documentazione contabile ed emissioni e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, era una di quelle che in gergo si definiscono “imprese cartiere”, ovvero realtà produttive che hanno come scopo principale quello di rilasciare documenti falsi utilizzati da altri per evadere le tasse. La finanza ha accertato che il 46enne, tre le altre fatture connesse a lavori effettivamente eseguiti, ha emesso e mischiato nei documenti fiscali anche fatture relative a transazioni in tutto o in parte inventate, per un ammontare di oltre 600mila euro.
Le fatture sono state emesse nei confronti di undici aziende, nove di Livorno, una di Cecina e una di Prato. Sette ditte sono gestite da albanesi, quattro da italiani. Le realtà produttive nei confronti delle quali venivano emesse fatture potevano contare su notevoli vantaggi, potendosi dedurre dai redditi costi in realtà mai sostenuti. Nei confronti degli utilizzatori delle fatture false - fa sapere la finanza - sono state avviate specifiche indagini fiscali.
Ma non finisce qui. Perché l’albanese di 46 anni da cui è nata l’operazione, che può essere tranquillamente definito un evasore, oltre ad aver omesso la presentazione delle dichiarazioni annuali ai fini delle imposte dirette e dell’Iva, per gli anni d’imposta 2014 e 2017 e oltre ad aver nascosto l’incasso di ricavi per 240mila euro, con un’Iva evasa per 15mila euro, ha conseguito proventi illeciti per 192mila euro, profitto derivante dall’emissione delle fatture false. Un vero e proprio professionista dell’evasione fiscale. Che però non è riuscito a farla franca. —
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