Gioco
L'abbraccio tra il bagnino e i genitori del bimbo salvato. «Jorma è un angelo, Mattia è vivo grazie a lui»
I genitori e i nonni del bimbo di due anni hanno incontrato il bagnino che ha rianimato il piccolo ad Antignano, colpito da una crisi respiratoria
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Un lungo abbraccio in riva al mare. Senza troppe parole. Con le lacrime che fanno capolino e un ricordo devastante che attraversa il cuore. Poi i sorrisi. È tutto finito. Ma quanta paura. «Da domenica sera non riesco a dormire. Rivivo la scena, vedo gli occhi spenti di mio figlio. Poi non ricordo niente. Di una cosa, però, sono sicuro. Se non ci fosse stato Jorma ora saremmo in due, e non in tre. Lui è il nostro angelo».
Simone Lotti ha 27 anni. Nella vita fa il trasportatore. Tre anni fa, sul lavoro, ha conosciuto Ivana Nicotra, che di anni ne ha 30 e lavora come donna delle pulizie. Due giovani livornesi innamorati, che nel novembre del 2018 hanno dato alla luce Mattia. Una gioia, un prezioso dono del cielo. Un tesoro che il destino ha quasi strappato dalle loro mani domenica, sulla spiaggia della Ginestra, ad Antignano. È il tardo pomeriggio e Mattia smette di respirare. «Soffre di spasmi affettivi – prosegue babbo Simone – e quando piange capita che resti in apnea per alcuni secondi, ma poi si riprende subito». Domenica, però, le cose vanno diversamente. Il piccolo Mattia non respira. Il suo volto comincia ad assumere un colorito violaceo. I genitori sono disperati, richiamano l’attenzione di Jorma Cosci, 38 anni, il bagnino, che prende Mattia, esegue sul suo corpicino la manovra di Heimlich, poi gli apre la bocca e tira fuori la sua lingua. «Era arricciolata verso la gola, non respirava, altri dieci secondi e sarebbe morto», racconta Jorma di fronte a Simone e Ivana. La coppia, insieme ai genitori e nonni di Mattia, ieri ha fatto visita all’angelo biondo che ha portato via alla morte lo scriccioletto con gli occhioni azzurri. L’incontro è da brividi. Simone e Ivana vedono Jorma alla fine della discesa che porta alla spiaggia. Lui li aspetta a braccia aperte. Si salutano, si stringono. «Grazie, grazie davvero», dicono i genitori di Mattia.
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Poi arriva nonno Athos, padre di Simone, che si fionda verso Jorma e lo tiene stretto a se. Si commuove. I suoi occhi si bagnano. Il bagnino eroe sorride, saluta con la mano il piccoletto a cui ha salvato la vita, poi rincuora IL babbo. «Forza, sorridi. È andata».
Ma Simone da domenica non si è ancora ripreso. Sulla spiaggia di Antignano è crollato a terra dalla paura, mentre suo figlio lottava tra la vita e la morte nelle mani del suo angelo. «Dopo Mattia – racconta Jorma Cosci – ho soccorso e salvato anche il suo babbo, che nel frattempo aveva perso conoscenza dallo spavento».
«È stato straordinario, non smetteremo mai di ringraziarlo. Io non ho voluto vedere la scena, ero seduta a terra con tante persone intorno. Mattia non c’era più, sembrava morto», ricorda la mamma. Tiene tra le mani due bottiglie di vino. Le ha portate a Jorma. «È il minimo che possiamo fare», dice mentre fa una carezza sulla testa al suo amore. «Tutto è finito nel migliore dei modi, sono felice. Ho fatto il mio lavoro. Il bagnino deve salvare la vita delle persone, e io ho salvato quella di Mattia», dice Jorma mentre la brezza di Antignano passa tra i suoi lunghi capelli scolpiti dal salmastro.
La notizia del salvataggio del piccolo Mattia – e di suo padre, colto da malore per lo choc – è stata pubblicata dal Tirreno sia sull’edizione cartacea di lunedì, che sul sito. E sono state tante le persone che hanno scritto per congratularsi con Jorma. E per dare un abbraccio virtuale alla famiglia del bambino. «Il calore della gente è stato incredibile. Ringraziamo tutti. Anche quelle persone – conclude Ivana, la mamma di Mattia – che ci sono state vicino in spiaggia. Durante quei minuti interminabili che non dimenticheremo mai». —
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