Gioco
Salva una coppia e tre ragazzini bloccati dalle onde al largo sul pedalò
Applausi dei bagnanti all’operatore del bagno Calypso protagonista dell’intervento: «Li ho visti subito in difficoltà»
tirrenia
Se ne è accorto lanciando lo sguardo laddove non tutti facevano attenzione. Non c’era gente che urlava in mezzo al mare. Ma era un silenzio che nascondeva un pericolo. Un pedalò in difficoltà e pure il pattino di salvataggio dello stabilimento dove era stato affittato non riusciva a concludere l’intervento.
E così Yuri Bianchi, 47 anni, di Marina di Pisa, bagnino da oltre 20 anni con una passione che sconfina nella malattia per il mare, si è attrezzato con il giubbotto e la tavola da surf riuscendo a portare in salvo una famiglia che a un’ottantina di metri dalla riva non riusciva a vincere le onde di un mare mosso e infido.
«Ho visto che erano in difficoltà e anche se non erano davanti al nostro sono partito – racconta il bagnino del Calypso –. C’era il collega dello stabilimento del pedalò che non ce la faceva a riportarli indietro. Sono arrivato con la tavola da surf e l’attrezzatura per stare in acqua per ore. I tre bimbi, sui 10-12 anni, erano stati messi sul pattino di salvataggio, mentre i genitori erano ancora sul pedalò. Con la tavola ho portato sulla battigia la coppia, poi sono tornato di nuovo al pattino per prendere i tre bambini e aiutare il bagnino».
Un salvataggio da applausi avvenuto intorno alle 11,30 del giorno di Ferragosto. Centinaia di bagnanti quando hanno capito quello che stava accadendo si sono bloccati sulla riva per assistere alle operazioni di soccorso con Bianchi a fare la spola tra la battigia e le famiglia in panne in mezzo al mare.
«È andata bene, ma d’altronde questa è la nostra vita – riprende il bagnino che d’inverno fa il precario nei vigili del fuoco –. Mi ha fatto piacere l’accoglienza dei bagnanti che mi hanno applaudito per duecento metri, dalla riva in corrispondenza del pedalò in difficoltà, fino al mio bagno».
E sempre sul fronte delle emergenze in spiaggia, la Società della salute con la Pubblica Assistenza del Litorale garantisce un servizio che sarà attivo tutti i fine settimana fino alla fine del mese.
Sono ventotto gli interventi effettuati dal servizio infermieristico del Litorale Pisano, l’ambulatorio aperto dalla metà di luglio aperto tutti i fine settimana dalle 11 alle 19 nei locali della Pubblica Assistenza del Litorale Pisano (Via della Repubblica Pisana, 68), a Marina di Pisa, e realizzato grazie al sostegno dell’amministrazione comunale e della SdS Pisana ma anche di Confcommercio, sindacato italiano balneari, cooperative Agape e Paim, Credito cooperativo di Pescia e Cascina, associazioni Kiwanis e Cisom e ovviamente, la farmacia Benini del dottor Francesco Giglioni, scomparso nel maggio scorso causa Covid-19 e fra i principali promotori del presidio infermieristico a servizio dei frequentatori della costa pisana.
Alle porte dell’ambulatorio affacciato sul lungomare di Marina di Pisa, almeno finora hanno bussato persone di tutte le età: dal bambino di un anno alle prese con una piccola escoriazione dovuta ad una caduta alla signora di 88 a causa di un’ustione provocata dall’applicazione di ghiaccio sintetico o per il contatto con le meduse o una puntura d’insetto. La fascia d’età più, frequente, però è quella che va dai 45 ai 74 anni (43% degli interventi). Quattro gli infermieri che si alternano nelle cure di turisti, residenti e bagnanti, due dei quali ai titolo d’impegno puramente volontario.
«Siamo contenti di essere riusciti a promuovere, per il secondo anno consecutivo, un servizio di fondamentale importanza per la nostra costa, specie in un periodo di pandemia come questo in cui è necessario ridurre gli accessi impropri all’ospedale – dice la presidente della Sds Pisana Gianna Gambaccini – fino a due anni fa, infatti, anche per un semplice contatto con una medusa era necessario recarsi al pronto soccorso di Cisanello. Ce l’abbiamo fatta grazie alla collaborazione di tantissimi soggetti che ci hanno affiancato e alla fondamentale intuizione del dottor Giglioni: l’ultima volta che l’ho incontrato, nel febbraio scorso, è stato proprio per definire l’organizzazione del presidio infermieristico». —
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