Il Tirreno

Livorno

Il Comune non ha soldi per la Terrazza e spende 540mila euro per Effetto V

massimo vitrani; segretario LIVORNO IN AZIONE

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massimo vitrani

L’assessora Viviani ha squadernato due seri problemi per la giunta Salvetti. Se l’assessore Garufo e il Sindaco avevano tempo fa annunciato che si sarebbero dovute demolire, per decrepitezza, tutte le baracchine costruite nel 2003 dal sindaco Lamberti, l’assessora Viviani ha recentemente annunciato, ma di nuovo smentita dal Sindaco Salvetti su Il Tirreno, un deciso ripensamento: si farà solo una “micro-rigenerazione dell’area”. Una definizione criptica, che significa però certamente niente abbattimenti, solo ristrutturazioni ed anche “micro”. Ma il fatto è che la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra e che tra Viviani e Salvetti non c'è allineamento di vedute.

Ma c’è di più. Alla Terrazza Mascagni, per rimediare ad alcuni cedimenti strutturali si sono usate tavole di compensato, per mascherare le magagne. Non era mai accaduto.

Eppure appena due anni fa la giunta Nogarin aveva impiegato cospicue risorse per risanare, molto malamente come ebbe ad ammettere anche l’assessore al tempo in carica, le ferite inferte dal tempo. Viviani dice che il Comune non può intervenire nuovamente: gli uffici tecnici non possono seguire contemporaneamente la messa in sicurezza, causa Covid, delle scuole e alcuni interventi emergenziali alla Terrazza. Tra l’altro mancano i materiali, cioè gli elementi cementizi di cui sono fatte spallette e pilastri. Una sconcertante rivelazione.

Il Tirreno sintetizza il pensiero dell’assessora: “Comune senza risorse…”. Solo tecniche o anche finanziarie? Sarebbe bene che qualcuno rispondesse con chiarezza.

Che manchino le risorse finanziarie non appare credibile. In effetti solo pochi giorni fa l’amministrazione ha annunciato che si farà Effetto Venezia allargato e spalmato su due weekend con una spesa preventiva di 440mila euro. Più 100mila per garantire la sicurezza in tempi di Covid. Sei giorni costeranno dunque 540mila euro, pari a 90mila euro al giorno. Una cifra che appare francamente stratosferica.

Per giustificarla si è messo in campo l’argomento che la festa si dilaterà a nuove piazze, insomma sarà un Effetto “un po’” meno Venezia. Ma è una giustificazione che regge poco. In passato infatti, su dieci giorni di programmazione, con spettacoli di qualità nazionale e internazionale che si snodavano dalla Venezia a piazza della Repubblica, a piazza XX Settembre, al Mercato centrale e alla Fortezza vecchia, non si sono mai spesi più di 450mila euro. Non si comprende questa impennata di costi, dato che, per cause di non difficile interpretazione, la programmazione degli ottanta eventi sarà tutta su base locale. La sensazione, anzi il timore è che si spenderà molto di più per avere una kermesse molto casalinga. Insomma si spendono 540mila euro per una kermesse che teoricamente dovrebbe dare lustro turistico a Livorno e si permette di lasciare la nostra vetrina a mare in quelle condizioni.

Quindi poniamo all’amministrazione una semplice questione: dare conto analiticamente a consuntivo, se non si vuol farlo anche a preventivo, di come queste risorse vengano spese. Quanto, come, a chi. E con quali risorse proprie, contributi, sponsor etc. si sia messo insieme il finanziamento. Ė l’Abc dell’amministrazione.

In attesa che qualcuno dell’opposizione (o della maggioranza?) ponga la questione con una debita interrogazione o interpellanza o con la richiesta di accedere agli atti, ci sembra giusto fin d’ora chiamare la giunta Salvetti ad una autonoma e doverosa trasparente chiarezza.

Il lungomare e la Terrazza sono una delle bellezze di Livorno e vorremmo vedere la loro valorizzazione. Subito, quindi, un intervento di manutenzione/restauro per il nostro palcoscenico sul mare e quindi un progetto per il recupero delle baracchine. Non solo la demolizione di tre delle otto, ma anche il futuro di quelle non occupate, adeguatamente ristrutturate.

Noi di Azione ci impegneremo a presentare un progetto con costi per trasformare le baracchine in disuso in un centro turistico di valorizzazione della città e dei suoi prodotti tipici. Una vera e propria vetrina che sia un punto di riferimento.





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