Toscana
Dermatologia ha aperto la strada ora tocca a Ematologia e Urologia
LIVORNO
L’accordo quadro per la Medicina Traslazionale è stato firmato dall’Asl con l’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, l’Istituto Superiore di Sanità e la Regione Toscana.
Da alcuni anni infatti la Regione e l’azienda sanitaria hanno sviluppato un’importante collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr. L’intesa è scaturita dall’esigenza di inserire la ricerca clinica nelle attività assistenziali quotidiane, creando un ponte tra due realtà spesso lontane.
È da tale rapporto che si è sviluppata la Skin Cancer Unit, diretta dal dottor Giovanni Bagnoni.
Questa esperienza innovativa è ora stata estesa ad altre attività cliniche quali l’oncoematologia, la chirurgia miniinvasiva, l’urologia e la ginecologia (queste ultime sono anche legate al progetto altrettanto originale di medicina di genere).
«L’esperienza della pandemia Covid – evidenzia il direttore sanitario dell’Asl, Lorenzo Roti - è stata, nella sua assoluta drammaticità, l’occasione che ha messo in evidenza la necessità di pensare nuovi modelli di sanità pubblica: un’organizzazione sanitaria strutturata per reti di patologia, un rapporto sempre più stretto tra ospedale e territorio, modalità assistenziali trasversali che vadano oltre le classiche suddivisioni per specialità cliniche. L’insieme di questi elementi permetterà di essere efficaci, efficienti, ma anche innovativi e trasversali (traslazionali come si direbbe in termini tecnici)».
«Sono soddisfatta del risultato – sottolinea Maria Letizia Casani, direttore generale dell’Asl - perché da ora in poi potremo lavorare su uno schema organizzativo in rete, sposando ricerca applicata e clinica, soprattutto nella prospettiva di valorizzare nuovi modelli assistenziali multidisciplinari e traslazionali. Voglio ringraziare tutti i professionisti che hanno reso possibile tutto questo».
Il coordinatore scientifico è il professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità che ha ricordato come «l’accordo, che nasce nel contesto delle collaborazioni con le regioni e i territori, va nella direzione di promuovere un modello sinergico al servizio della salute dei cittadini».
«Oggi più che mai - ha aggiunto - serve infatti una rete di competenze e istituzioni in grado di dialogare e integrarsi perché la ricerca possa tradursi più velocemente in terapie e metodi diagnostici da rendere accessibili nel modo più equo possibile».
I professionisti che hanno avviato il percorso, oltre a Giovanni Bagnoni, sono Enrico Capochiani per l’oncoematologia e Andrea Carobbi per la chirurgia mininvasiva, ai quali in seguito si sono aggiunti Ugo Bottone per il materno infantile, Sergio Abate per la ginecologia e Maurizio De Maria per l’urologia.
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