Il Tirreno

Livorno

Baracchine e lungomare hanno bisogno di cura non di rattoppi provvisori

Andrea Cionini; SINISTRA ITALIANA LIVORNO

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Andrea Cionini

Da giorni è in atto un dibattito sulle pagine del Tirreno riguardo al destino delle baracchine di viale Italia e allo stato di conservazione pessima nel quale versa la Terrazza Mascagni, oggetto di un intervento assai discutibile per uno dei luoghi di eccellenza della città. Lasciano stupefatti le dichiarazioni del sindaco Luca Salvetti che annuncia: «Tra un anno spero che i lavori saranno almeno iniziati». La terrazza Mascagni è un bene tutelato dalla Soprintendenza, quindi serve tempo per le autorizzazioni, ma domandiamoci poi cosa c’entrano “Effetto Venezia” e il “Festival Mascagnano” per il ritardo nella manutenzione!

A maggior ragione le attività di conservazione e tutela andavano programmate a prescindere, con continuità e non farlo significa continuare a sbagliare. Fra le dichiarazioni dell'assessore Viviani e le dichiarazioni successive del sindaco si nota una certa discordanza di obiettivi e questo è un problema che di sicuro ritarda e ritarderà le decisioni così come la pianificazione delle opere. Come dire che la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra...

Si mettano d’accordo e osservino meglio cosa sta accadendo a tutto ciò che andrebbe tutelato e si tratta di un lungo elenco che attende di essere preso in carico e non scansato. Tutta questa vicenda dimostra come il problema della cura del patrimonio storico architettonico della nostra città sia secondario e che la tendenza sia come sempre scaricare colpe e responsabilità a chi c’era prima, oppure ai vincoli procedurali imposti da altri soggetti pubblici coinvolti, o peggio, come accade, si citino altre priorità quando i ritardi o le mancanze non siano giustificabili per tappare bocche che parlano troppo.

Nessuno ha mai sentito parlare di manutenzione programmata eppure bastava poco: sorvegliare il proprio patrimonio fa risparmiare risorse e contiene un danno, bastava davvero poco per capire. Era facile prevedere che la scelta del materiale con cui realizzare le baracchine avrebbe condizionato con attività costante di cura e manutenzione e invece mai è stato fatto nulla per conservarle.

Anche nel caso della Terrazza Mascagni le strutture in cemento armato a ridosso del mare si deteriorano facilmente. Ma tutto questo esiste, fa parte del nostro biglietto da visita e va protetto adeguatamente non abbandonato all’incuria e rattoppato in modo provvisorio.

Sul piano comunale chi amministra una città dovrebbe occuparsi di non sopravvivere di luce riflessa pensando non solo alle grandi opere che hanno tempi biblici di realizzazione, ma dovrebbe aver cura della città e del suo contesto per ciò che riguarda il suo patrimonio architettonico e naturale, spesso identitario e storicamente di pregio, ciò favorirebbe le imprese locali e quelle vocazioni artigianali aiutandole a sopravvivere visto che non sono in grado di accedere agli appalti delle grandi opere, ma al contrario nella gestione quotidiana di salvaguardia e tutela il loro scopo sarebbe nobile perché rappresentano un patrimonio di maestranze ricche di esperienza e di antichi saperi che oggi più che mai, converrebbe utilizzare. Di sicuro il risultato sarebbe non un rattoppo ma un lavoro di qualità anche in termini di durata.



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